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#Teatro. Al Sole Luna Doc Film Festival anche il laboratorio dei detenuti dell’Ucciardone

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L’Ucciardone

Continua il programma del Sole Luna Doc Film Festival, la kermesse internazionale di documentari ospitata nel Complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo a Palermo. Giovedì 6 luglio alle 19 sarà presentato il progetto Classici in strada all’interno della sezione #crearelegami, laboratori teatrali dei quali sono protagonisti da tre anni i carcerati dell’Ucciardone. Saranno presenti anche alcuni ex detenuti che hanno preso parte all’iniziativa. Interverranno la regista Preziosa Salatino (Teatro Atlante), Gabriella D’Agostino (direttore scientifico del festival e docente di Antropologia culturale all’Università di Palermo), Isabella Tondo (docente del liceo scientifico Benedetto Croce e coordinatrice del progetto Classici in strada), Francesco Chinnici (presidente ASVOPE, l’Associazione di Volontariato Penitenziario) e Maria Antonietta Spinosa (docente di filosofia alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia). Inoltre, dalle 16.30 alle 21 sarà proiettato di continuo il video dello spettacolo teatrale Don Chisciotte, sogni di giustizia (Palumbo Editore). L’ingresso è libero.

Il progetto Classici in strada è nato nel 2013 a Palermo e vede coinvolte alcune scuole, l’Università e delle associazioni palermitane impegnate nel promuovere la conoscenza dei testi classici attraverso il teatro con eventi in strade e piazze di quartieri storici come Ballarò o Borgo Vecchio. Tutte realtà ad alto tasso di immigrazione, di disagio sociale e di dispersione scolastica. Giunto quest’anno alla quarta edizione, Classici in strada prevede che la letteratura si studi in palestra, cucendo vestiti, montando luci e impianti, dipingendo pannelli, riscrivendo i testi, rappresentandoli in scena.

Non si tratta soltanto di far conoscere in modo diretto le opere dell’antichità, ma di innescare o far crescere, attraverso la forza eversiva e di denuncia di un testo classico o la sua realizzazione teatrale, la riflessione sul grande tema della violenza, dell’esclusione e del conflitto. Nel 2015 il progetto ha varcato anche i cancelli del carcere dell’Ucciardone grazie alla collaborazione con l’ASVOPE Palermo. I primi due anni sono stati dedicati a due grandi classici della letteratura greca, Omero ed Esopo, adesso raccontati nel libro Attori del loro futuro. Note su un’esperienza di teatro in carcere, presto disponibile.

L’edizione di quest’anno, Orlando Furioso. Le donne, le armi e gli amori, ha individuato nella letteratura cavalleresca l’orizzonte con cui misurarsi. Per il laboratorio teatrale all’Ucciardone è stato scelto il Don Chisciotte, capolavoro di Cervantes, un autore che nella vita sperimentò anche la condizione di detenuto. Ci si è interrogati sul tema della follia, dell’utopia, sull’importanza del sogno e degli ideali di giustizia. Lo spettacolo ha visto rappresentati alcuni fra gli episodi più noti del romanzo: la lotta con i mulini a vento, l’osteria, il teatrino di Mastro Pedro, l’amore per un’improbabile Dulcinea, ma ci si è presi la libertà di modificarli, riscriverli, di stravolgerne l’ordine e le proporzioni, in collaborazione con gli attori dello spettacolo, mettendo in risalto, per esempio, l’episodio della liberazione dei galeotti in cui la voce di Cervantes si mescola a quella di chi sperimenta sulla propria pelle la condizione di oppresso che auspica, anche inconsapevolmente, la possibilità di espiare la pena secondo i principi della giustizia riparativa.

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