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Spaccio di droga h24 a Giostra: 9 arresti, a capo del gruppo criminale il figlio di un boss ucciso nel 2001

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MESSINA. Otto chili di marijuana, 9 arresti e 50.000 euro in contanti. Sono i numeri dell’operazione “Festa in maschera” che dalle prime luci dell’alba ha visto impegnati gli uomini della Guardia di Finanza peloritana. Al vertice del sodalizio criminale Gaetano Mauro, figlio di Carmelo Mauro detto Tirinnannaucciso a Giostra nel 2001. In manette, oltre a Gaetano Mauro, anche Domenico Batessa, Giacomo Lo Presti, Alessio Papale e Giacomo Russo. Ai domiciliari: Carlo Ardizzone, Paolo Di Bella, Domenico Sottile e Giusy Stracuzzi. Obbligo di firma per  Orazio Margurio e Domenico Papale. Le indagini, condotte dai militari del Gruppo di Messina e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Messina, sono state avviate dopo l’arresto, il 26 settembre 2018, dei messinesi, C.D. (1997) e R.D. (1999), sorpresi agli imbarcaderi della Caronte mentre trasportavano 2 chili e 400 grammi di cocaina e un modesto quantitativo di hashish nascosti nelle fiancate dell’auto.

Tenuto conto dell’ingente quantitativo di droga sequestrata, dell’elevato grado di purezza (pari al 76%) e del comportamento dagli arrestati, gli inquirenti hanno ritenuto che l’episodio non dovesse essere considerabile un fatto isolato, ma rientrasse in un contesto delinquenziale molto più ampio. Sulla scorta dei primi approfondimenti d’indagine sono state avviate indagini che hanno consentivano di svelare l’esistenza di un’articolata associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di droga che aveva la sua base nel rione Giostra di Messina ed era dotata di stabili canali di approvvigionamento in Calabria, a Catania e nella stessa città dello Stretto.

In questo contesto, il 2 febbraio 2019 le Fiamme Gialle peloritane hanno arrestato il messinese Giacomo Russo (1996), oggi destinatario del provvedimento di cattura, sorpreso al rientro da Catania a bordo di un’auto noleggiata in possesso di 5 chili di marijuana. Il 23 febbraio seguente i finanzieri hanno fatto irruzione nell’abitazione di Giacomo Lo Presti (1983) anche lui tra gli arrestati di oggi, nel rione Giostra di Messina, sorprendendo i fornitori catanesi, C.R. (1967) e W. S. (1961), il parente di Lo Presti G. L. P. (1961), il capo e promotore dell’organizzazione Gaetano Mauro (1991) e i complici F. M. (1961) e V.T. (1988), sequestrando altri 5 chili di marijuana.

In particolare, grazie alle indagini è emerso che il gruppo criminale, connotato da allarmante professionalità e vorticosa ripetitività, avesse impiantato in un’abitazione nel rione Giostra un servizio di distribuzione di droga operativo h24 grazie ad un ingegnoso sistema di turnazione tra i malviventi, che si alternavano ai padroni di casa: Gaetano Mauro e la moglie Giusy Stracuzzi, anche lei oggi in manette. Sono stati documentati frequenti cambi turno e il pagamento di emolumenti accessori per i turni di “reperibilità”, alla stregua di veri e propri dipendenti. Insomma, un vero e proprio supermarket dello stupefacente.

Per il suo impiego, lo spacciatore Carlo Ardizzone (1984), tra gli arrestati di oggi, percepiva uno stipendio di 1.200 euro al mese. Nel corso dell’intera indagine sono stati sequestrati oltre 2 chili di cocaina, più di 10 chili tra marijuana e hashish, arrestate 8 persone in flagranza di reato e accertati oltre 2.500 episodi di spaccio tra novembre 2018 e febbraio 2019. Inoltre, alcuni degli indagati possedevano armi. In conclusione, l’attività di oggi costituisce un altro duro colpo alle organizzazioni criminali operanti nel rione Giostra di Messina, notoriamente sotto l’influenza di uno dei clan storici e più strutturati della città.

A tal riguardo, Gaetano Mauro, 29 anni, è figlio del più noto Carmelo Mauro (1958), killer del clan Galli di Giostra, assassinato il 22 maggio 2001 in un agguato mafioso con un colpo alla testa, all’incrocio tra viale Giostra e viale Regina Elena di Messina. Evidentemente, proprio questo blasonato rapporto parentale ha consentito al 29enne di scalare le gerarchie del clan Galli, vedendo addirittura riconosciuta la sua supremazia sul territorio dai parenti del capo clan Luigi Galli detto Scarpuzza in occasione dei commenti connessi a un attentato incendiario nei confronti di una sala scommesse riferibile allo stesso Gaetano Mauro dello scorso gennaio 2019.

È stato inoltre accertato come 9 degli 11 destinatari del provvedimento cautelare facciano parte di nuclei familiari percettori di reddito di cittadinanza e uno di loro lo percepisce. Su questo aspetto saranno avviati approfondimenti tesi a verificare la liceità della percezione del sussidio. Con l’operazione di oggi, la Direzione Distrettuale Antimafia e la Guardia di Finanza di Messina, oltre ad assicurare alla giustizia soggetti dediti a lucrose quanto gravi attività di narcotraffico, hanno confermato come la soglia di attenzione nei confronti di fenomeni della specie sia altissima, recuperando un ampio spazio di legalità oggi restituito alla collettività onesta.

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