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#Sicilia. Via libera della Corte Costituzionale al referendum su trivelle ed esplorazioni

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Greepeace contro le trivellazioni in Sicilia (Foto Francesco Alesi per Greenpeace)
Greepeace contro le trivellazioni in Sicilia (Foto Francesco Alesi per Greenpeace)

Sì al referendum sulle trivelle. La Corte Costituzionale si è appena espressa dichiarando ammissibile il quesito sulla norma che riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate.

Lo stesso quesito era già stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione. “Finalmente sarà data voce agli italiani” affermano i 14 deputati a Palazzo dei Normanni del Movimento 5 Stelle, che da anni hanno intrapreso una vera e propria battaglia per fermare lo scempio dei mari e delle coste.

Hanno organizzato manifestazioni pubbliche, presentato numerosi atti parlamentari, ottenuto l’aumento delle royalties e in ultimo hanno portato all’ARS la proposta referendaria, bocciata però dalla maggioranza di governo.

I parlamentari ARS del Movimento 5 Stelle
I parlamentari ARS del Movimento 5 Stelle

A far giustizia ci hanno pensato i nove Consigli regionali di Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise, che invece sono riusciti a portare avanti la proposta dei quesiti” commenta Giampiero Trizzino, primo firmatario di più atti parlamentari con il medesimo obiettivo: dire no alle trivellazioni”.

Il M5S dichiara di essere già pronto a sostenere la campagna referendaria che dovrà portare gli italiani a decidere tra pochi mesi su un tema importante e sensibile come quello dell’energia nucleare. “Le alternative alle fonti fossili esistono -concludono i Cinquestelle- e non sono un’utopia. Basta avere il coraggio di intraprendere scelte di politica ambientale responsabili e in linea con il principio di sostenibilità. Ovviamente la battaglia continua”.

 

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