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#Sicilia. L’Isola al voto: urne chiuse alle 23

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elezioni (3)Sono 29 i Comuni della Sicilia chiamati a rinnovare le amministrazioni locali, 15 dei quali con oltre 10mila abitanti, per eleggere sindaco e consiglieri comunali. La provincia con il maggior numero di Comuni al voto, undici, è quella di Messina: Antillo, Capo d’Orlando, Caronia, Falcone, Ficarra, Galati Mamertino, Patti, Rodì Milici, San Marco d’Alunzio, Sant’Angelo di Brolo e Torregrotta. Da notare che a Galati Mamertino, Comune che ricade all’interno del Parco dei Nebrodi di 2.805 abitanti, il medico 50enne Nino Baglio era l’unico candidato per la poltrona di sindaco dopo l’esclusione per vizi formali delle liste degli altri due aspiranti primi cittadini. Il suo unico problema era quello di superare il quorum. Sfida vinta, visto che alle 19 era già andata a votare la metà più uno degli aventi diritto.

Per quanto riguarda le modalità di voto, la preferenza per una lista non era estesa in automatico al candidato sindaco collegato alla stessa e gli elettori hanno tracciato un segno sia sul candidato sindaco che sulla lista. Nessuno dei 9 capoluoghi di provincia è stato interessato al voto. Alle 19 l’affluenza è stata del 49,01%, alle 23 del 65,32%. In 14 Comuni si è votato con il sistema maggioritario, in 9 con il proporzionale e in sei con quello misto. In provincia di Catania si è votato a Caltagirone, Giarre, Grammichele e Ramacca, nell’Ennese a Barrafranca e Calascibetta, nel Siracusano a Ferla, Lentini, Noto e Sortino e nell’Agrigentino a Canicattì, Favara, Montevago e Porto Empedocle. Un solo Comune al voto nelle province di Palermo (Terrasini), Caltanissetta (Vallelunga Pratameno), Trapani (Alcamo) e Ragusa (Vittoria).

Seggi aperti solo dalle 7 alle 23. Lo spoglio delle schede è iniziato alle 23, subito dopo la chiusura delle urne. In caso di ballottaggio, si tornerà a votare domenica 19 giugno.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.