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Regionalismo differenziato, Musumeci: “Conte ci dica che piani ha per il Sud”

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PALERMO. “La Sicilia è una regione autonoma da 70 anni quindi non abbiamo nessun pregiudizio sul regionalismo differenziato. Riteniamo però che per la sua portata questa vicenda debba comportare il coinvolgimento di tutte le regioni italiane. Io chiedo al presidente Conte di istituire un tavolo con un cronoprogramma per non affrontare tempi indefiniti”. Così il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, intervenendo stamane alla trasmissione Omnibus su La7 dedicato al tema del regionalismo differenziato.

Nello Musumeci, presidente Regione Sicilia

“Si è già perso tanto tempo e i colleghi di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna – ha continuato Musumeci – hanno diritto a risposte certe. Istituiamo un tavolo, fissiamo un cronoprogamma, determiniamo con assoluta certezza i temi collegati al regionalismo differenziato. Il Fondo perequativo, la perequazione infrastrutturale e fiscale non possono essere messi in discussione. Se riusciamo a chiarire questi aspetti io sono convinto che si potrà andare avanti. Ma il Governo Conte ci deve dire cosa vuole riservare al Sud.

Oggi l’Italia è divisa in due, il divario sta crescendo sempre di più. Va bene il regionalismo differenziato al Nord, ma il Sud ha bisogno di un piano Marshall. Noi non siamo competitivi sul piano infrastrutturale, sui servizi sociali essenziali -ha poi aggiunto il presidente della Regione Sicilia. Quest’Italia non può affacciarsi al Mediterraneo, che non sappiamo quello che sarà fra dieci anni, senza avere un Sud adeguato e sufficientemente competitivo. Quindi nessun pregiudizio, ma apriamo il ragionamento a tutte le Regioni italiane e in tempi certi definiamo la procedura.

Il presidente Conte con le Regioni del Sud non mi pare abbia un rapporto particolarmente improntato ad attenzione ed efficienza. A volte l’appartenenza anagrafica non significa condizione morale – ha osservato Nello Musumeci – le responsabilità dello Stato, assieme a quelle delle classi dirigenti, sono tante. Per un processo fallimentare in Sicilia si devono attendere oltre 5.000 giorni, la media in Italia è di 2.800. Le infrastrutture statali in Sicilia si aspettano da trent’anni, non è una mera rivendicazione, ma la consapevolezza di come questo governo, ma anche quelli che l’hanno preceduto, verso il Sud non ha un’attenzione particolare”.