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#Ragusa. Intonano “Bella ciao” a Scicli e il commissario D’Aquino se ne va

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Bella ciaoNon le piace l’inno per eccellenza della lotta partigiana e abbandona la cerimonia per la celebrazione del 25 aprile.

Uno dei tre commissari prefettizi che dal 14 maggio 2015 gestiscono il Comune di Scicli dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, Antonietta D’Aquino, viceprefetto della Prefettura di Messina, alle prime note di “Bella ciao” se n’è andata senza aspettare la conclusione della cerimonia, tirandosi dietro il proprio seguito.

Una decisione quella della D’Aquino, che pare non sia proprio piaciuta ai presenti, con in testa i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani e delle associazioni combattentistiche, visto che dopo aver suonato l’inno di Mameli a Scicli si è sempre cantato “Bella ciao” senza problemi.

L'insediamento dei commissari di Scicli, da sin. Trombadore, Giallongo, D'Aquino, Erba
L’insediamento dei commissari di Scicli, da sin. Trombadore, Giallongo, D’Aquino, Erba

La D’Aquino è nipote del parlamentare Saverio, eletto in parlamento per due legislature nelle file dell’MSI e poi transitato nel PLI.

Sottosegretario in diversi Governi, nel 1995 Saverio D’Aquino fu indagato dalla Procura di Reggio Calabria per associazione mafiosa. Morì due anni dopo.

Il figlio di D’Aquino, Antonio, seguì le orme del padre tra il 1996 e il 2008 come deputato di Forza Italia prima e dell’MPA poi all’ARS. E’ stato anche assessore regionale, ma nel 2012 non riuscì a essere rieletto.

In riferimento a questo articolo riceviamo e pubblichiamo: “Con riferimento alla notizia apparsa on line in data 26 aprile 2016 “Ragusa. Intonano Bella ciao a Scicli il commissario se ne va” si rappresenta quanto segue. La scrivente dott. Antonietta D’Aquino, viceprefetto componente la Commissione Straordinaria che gestisce il Comune di Scicli, sciolto per infiltrazioni mafiose con D. P. R. 29 aprile 2015 non ha abbandonato la cerimonia per la celebrazione del 25 aprile, ma ha lasciato il luogo ove si è svolta la deposizione della corona d’alloro alla conclusione dell’evento. Al riguardo si evidenzia che non si voleva offendere la memoria di alcuno. Inoltre, quanto affermato nel testo dell’articolo non corrisponde a verità. LA sottoscritta non è figlia del parlamentare Saverio D’Aquino, lo stesso in ogni caso non è mai stato indagato per associazione mafiosa e la foto inserita non è della medesima. Ciò premesso si chiede con immediatezza e con lo stesso rilievo la rettifica di quanto pubblicato”.

Queste le parole del viceprefetto D’Aquino, alla quale facciamo comunque rilevare che il refuso tra “figlia” e “nipote” è stato corretto subito, così come la foto. Quanto alle indagini relative a Saverio D’Aquino, tra i tanti articoli scritti all’epoca, rimandiamo a quello de La Repubblica, autorevolissimo quotidiano nazionale, inserito nel corpo dell’articolo e che ricostruisce fatti e circostanze. 

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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