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#Palermo. Da venerdì il Corso di cultura e storia dell’arte ebraica

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Erano 37 mila gli ebrei nel 1492 in Sicilia, erano presenti in tutti gli angoli dell’isola. La cultura e l’arte siciliana sono permeate di cultura ebraica. Cacciati via lo stesso anno della scoperta dell’America dai Cattolicissimi re di Spagna, le loro vicende saranno raccontate durante un Corso di Cultura e Storia dell’Arte Ebraica.

Organizzato da SiciliAntica in collaborazione con l’Istituto Siciliano Studi ebraici, UniPegaso, Officina di Studi Medievali e Fildis, il Corso inizia venerdì 16 gennaio 2015 alle ore 16,30.

Dopo la presentazione di Calogero Di Carlo, Responsabile UniPegaso Sicilia, Maria Annunziata Lima, Docente di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università di Palermo, Evelyne Aouate, Presidente dell’Istituto Siciliano Studi Ebraici e di Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale SiciliAntica, si terrà la prima lezione dal titolo Gli Ebrei in Età Romana.

Relatrice sarà Clara Gebbia, Docente di Storia Romana presso l’Università di Palermo.

Il Corso prevede nove lezioni dedicate alla presenza ebraica in Sicilia nelle diverse età storiche fino alla loro espulsione del 1492, le comunità nelle tre Valli in cui era divisa l’Isola, le loro sinagoghe, l’alfabeto e i suoi simboli, la letteratura e i manufatti. Previste inoltre visite guidate alla Giudecca di Palermo, a Mazara del Vallo, Marsala, Siracusa, Modica.

Le lezioni si terranno a Palermo presso Unipegaso, Via Maqueda, 383, Palazzo Mazzarino.

Il Corso è una ulteriore tappa del percorso promosso da SiciliAntica, iniziato diversi anni fa con la storia dell’Arte greca, e dedicato ai momenti più salienti del passato artistico e culturale dell’Isola. Proporre un lungo seminario di storia dell’Arte Ebraica – spiega o Cascio significa riscoprire la grande ricchezza culturale di un popolo e approfondire un importante capitolo, ancora poco conosciuto, della storia della nostra Isola, quale quello dell’Ebraismo siciliano, che ha avuto un ruolo fondamentale nel delicato passaggio tra Medioevo ed Età Moderna. Alla fine del XV secolo la popolazione giudaica che abitava l’Isola si ritiene fosse composta da circa 37 mila unità con 44 comunità sparse per la Sicilia, e tra queste vi erano alcune molto ampie come quella di Palermo e Siracusa, che contavano circa 5 mila persone ciascuna. Catania, Trapani, Marsala Sciacca e Messina con più di 2 mila ebrei, e tra i cento e i mille erano i componenti delle comunità ebraiche di Caltagirone, Modica, Ragusa, Randazzo, Piazza Armerina.

Una presenza variegata e significativa polverizzata dall’editto di Granada del 31 marzo 1492 con cui i Cattolicissimi re spagnoli Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia hanno distrutto la comunità giudaica come aggregato storico di persone. Riscoprire la memoria attraverso un percorso culturale alla ricerca dei suoi segni artistici significa riallacciare i fili di una storia interrotta e rivisitarla attraverso lo stile dell’accoglienza, della tolleranza e del rispetto dell’altro” – chiude Cascio.

Antonio Maimone

Laureato in giornalismo all'Università di Messina. Ha sempre avuto la passione per il calcio e per lo sport in generale. Ha collaborato con diverse redazioni sportive e per Sicilians vi porterà all'interno di tutte le realtà sportive locali e regionali, facendo ogni tanto qualche passaggio in cronaca.

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