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#Mistatetuttisultacco. Strane abitudini su Facebook

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Mariangela Donato

Dopo attenta riflessione inizio a pensare che ormai la musa ispiratrice per eccellenza di cantanti, scrittori, giornalisti, ma forse anche professionisti come chirurghi estetici e altre categorie, sia Facebook. Eccomi qui, pronta con la mia solita lente d’ingrandimento a evidenziare modi di fare o come in questo caso modi di scrivere bizzarri, fantasiosi e particolari. L’argomento di oggi seguirà diverse fasi della nostra vita e arriverà anche a toccare argomenti funerei.

Torniamo a Facebook. Avete fatto caso che ultimamente ci sono sempre più spesso gli stessi modi di dire o, meglio, si usano frasi che poi diventano per tutti tormentoni da utilizzare. E allora, se si posta la foto del proprio fratello, marito o figlio è d’obbligo l’hashtag #fratellibellineabbiamo #maritibellineabbiamo #figlibellineabbiamo, seguito ovviamente dal punto di domanda che inevitabilmente genera un’aspettativa di consensi, plausi, encomio, elogio, standing ovation e bacio in fronte. Ecco, di fronte a tutto questo la mia sola risposta possibile è (solo e sempre con hashtag, ma senza punto di domanda) #nonfarmiscivolareillattegiùdalleginocchia (correzioni fatte con Google translate messinese-italiano, ma giusto perché adesso abito al Nodd).
Al secondo posto di questo mio personale podio (sì, vi sto per elencare i tre titoli di post virali del momento, sempre e giusto perché imitiamo sempre il meglio) c’è il nuovo mondo #acquaesapone delle siliconate con sopracciglia tatuate, ciglia finte e trucco indelebile, che svegliandosi al mattino (come si svegliano anche gli attori di Beautiful, con trucco e parrucco perfetti) si fanno un selfie accompagnando il tutto con gli hashtag #semplicementeio, #appenasveglia, #oggicosì. Ma, dico, cosa vi aspettate? Qual è il commento che vorreste? No, perché io risponderei con un #mastamattinaèpassatalafatinadicenerentola e #bidibibidibibù. Ancora sconvolta dai selfie delle naturalmente fresche e belle, passo immediatamente alla prima posizione.
Al primo posto, il tormentone che meno capisco e che inspiegabilmente è usato sempre di più, the winner isgli auguri di onomastico e compleanno ai parenti morti! Allora, carino il pensiero a volte accompagnato dalla foto del parente passato a miglior, speriamo, vita, che in quel momento stiamo pensando e che ci manca, ecco questo ci può stare. Ma l’augurio a chi lo fate? Nel dizionario italiano la parola auguri significa presagio in genere, previsione di eventi buoni, buona fortuna e felicità. Premesso che ognuno è libero di credere nell’aldilà, ma mi vorreste spiegare cosa vi spinge ad augurare buon compleanno a un fu tizio, che candeline non spegnerà? Sono stata un po’ crudele? Non lo so, forse sì, ma certo che #unpostranisiete #simpaticamenteio.

Mariangela Donato

Speaker radiofonica, blogger, conduttrice tv, mamma, portatrice sana di battute a raffica anche quando è giù di corda e chi più ne ha più ne metta, La Donato “viveur” è una messinese in fissa con il “savoir faire”. Su Sicilians scrive su abitudini e modi di fare soliti e insoliti, nostrani e non, prendendoli e prendendosi un po' in giro. La sua rubrica "Mi state tutti sul tacco" è la penna pettegola e pungente del nostro giornale.

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