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MiStateTuttiSulTacco. #Sanremo2018, scivola via anche la terza serata tra saudade e umorismo forzato

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SANREMO. Che dire della terza serata del Festival di Sanremo? Niente, se non un bel “non mi piaaaaasceee” come avrebbe detto la Chechu al GF VIP. Ancora un po’ così per via della seconda puntata, dove sì, tanta tenerezza e saudade portata dal Pippo nazionale, che però almeno lui, poteva e doveva dire: “la sigla di Sanremo sarà sempre tarattatattatara e non popoppopoooopopopooo”. Ma che è ‘sto popopopoo? Ogni sera, quando la sento mi viene da dire, come dicono qui a Milano: #mavadaviaelciap. Andiamo avanti, mangiucchio, respiro, Oh la Raffaele, lei che di solito tanto bella e tanto brava per non dire quanto è simpatica, sempre di solito, questo palco Ariston quest’anno contagia ed unisce tutti per una cosa: la poca spontaneità e l’umorismo forzato. Ma il crollo si ha quando, e sinceramente non capisco perché, arriva sul palco, a rappresentare tutto il TG1, e non capisco perché, Emma D’Aquino. Stesso ruolo della Leosini, e non capisco perché, con un Baglioni concentrato a voler far il simpatico e il galletto a tutti i costi e con tutte, e non capisco il perché!
Festival e artisti: continuo ad apprezzare “la vecchia che balla” e la sua assenza di sciatalgia, presente invece in me dal primo istante di vita. Secondo me gli Stato sociale hanno tutte le carte in regola per poter vincere e nel testo c’è anche #lamalaparola che tanto piace agli italiani nelle canzoni. L’ospite tanto saudade ieri sera è stato l’indiscusso Gino Paoli, che però anche mia nonna credeva fosse già passato da anni a miglior vita. Ringraziamenti:
le badanti di tutta Italia ringraziano per la serata inaspettatamente libera! Ma a che ora finisce Sanremo? E pensa che c’è chi arriva al dopofestival. L’unione dei malati d’insonnia ringrazia.

Mariangela Donato

Speaker radiofonica, blogger, conduttrice tv, mamma, portatrice sana di battute a raffica anche quando è giù di corda e chi più ne ha più ne metta, La Donato “viveur” è una messinese in fissa con il “savoir faire”. Su Sicilians scrive su abitudini e modi di fare soliti e insoliti, nostrani e non, prendendoli e prendendosi un po' in giro. La sua rubrica "Mi state tutti sul tacco" è la penna pettegola e pungente del nostro giornale.

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