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MiStateTuttiSulTacco. Campagne elettorali e buonsenso su facebook

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Mariangela Donato

Archiviata anche questa tornata delle elezioni regionali 2017, tra i sorrisi a 32 denti di chi ce l’ha fatta e quelli a denti stretti dei trombati, adesso posso raccontarvi alcuni retroscena di questa sconcertante campagna elettorale. Martedì 17 ottobre, il blin del mio whatsapp mi sveglia e leggo: “Mi farebbe piacere se venissi!”. Porca l’oca, se il buongiorno si vede dal mattino meglio continuare a dormire visto che a svegliarmi è la foto di un noto politico messinese che mi invita a un suo comizio per le prossime elezioni provinciali. Nel messaggio, c’è anche la sua foto. Inizio a pensare: ma chi avrà consigliato il signor Franco (sostituirò i nomi per ovvi motivi, potete però dare libero sfogo all’immaginazione …) nella scelta di questa foto? Ha un occhio più chiuso dell’altro, una cravatta a pois #chinonsipovaddari e mi sa che si è rifatto i denti perché mi ricordavo un’arcata peggiore. Mah. Comunque, alzati e cammina Donato, mi ripeto, mentre mi consolo per il brusco risveglio. Svegliata e caffeata o, per meglio dire, theeata, accedo a facebook e vedo il clima che inizia a riscaldarsi tra foto profilo con santini politichesi, link e post che mi ricordano che nella mia terra d’origine tra un po’ si andrà a votare. Ancora sconvolta per il brusco risveglio, provo a leggere altro ma niente, tutti sono presi dai candidati e dai partiti. Che poi, anche a urne chiuse, non capisco perché vi ostiniate a farlo.

C’è una tipa, anche piuttosto conosciuta lì giù nella città dello Stretto, che senza farlo apposta attira la mia attenzione perché pubblica a rotazione precisa ed esatta il link del suo partito del cuore (come se fosse chessò un cantante, un Liga, un Biagio Antonacci) esaltando le qualità e le doti di questa corrente politica, anche se per molti di noi sono quasi invisibili. Dopo un po’ posta di nuovo un articolo o una frase, sempre mettendo sotto i riflettori il fatto che lei ha sposato quella corrente e quelle idee e arriva persino a pubblicare una propria foto in tenuta sexy. Sorge spontanea la domanda: ma ha capito che fare politica non è come fare la valletta di Pippo Baudo a Sanremo? No, perché a me quello viene in mente. Questo ruotare sulla sua bacheca però è davvero fatto bene con puntualità, destrezza e impegno. Brava!
Fortunatamente penso ad altro e me ne vado a lavoro. Pausa caffè alle 16, sempre nello stesso giorno. Mi dirigo quasi canticchiando verso la macchinetta del caffè del mio ufficio con il telefonino in mano (il pensiero del signor Franco con arcata dentale nuova mi aveva già quasi abbandonata), quando mi accorgo di avere un altro messaggio whatsapp. Lo guardo e le domande tornano, anche se vince sempre la stessa: perché?
Lo so, me ne rendo conto, madre natura non è stata affettuosa con tutti, anche con la sottoscritta, per carità. Magari poteva togliere qualcosa a Belen e darlo a me, ma proprio per questo un po’ di autocritica quando? Mi riferisco a un’altra foto e se il candidato o mittente di prima l’ho chiamato signor Franco, su questo preferisco non fare riferimenti per sani e ovvi motivi, anche se una foto migliore poverino era il minimo che gli potessero fare. Esistono molte app e diversi dispositivi se proprio non si vuole usare photoshop, ma  in alcuni casi farsi aiutare è il minimo. Con il cuore che batte forte e il vetro del cellulare un po’ graffiato, ringrazio il cielo e il candidato del mistero e mi rimetto a lavoro.
A fine giornata preferisco stare lontana dai social perché so che litigherei con il mondo rispondendo a tutti i link della valletta di Pippo Baudo. Tra l’altro, sempre su facebook, spesso si può anche leggere un altro tipo bislacco messinese, che pure se interviene su un post che tratta di meteorologia esce regolarmente fuori tema e inserisce il ponte sullo Stretto. Piccola parentesi per i pulenta, i vicini di casa o colleghi del Nord che mi leggono: quello che sto raccontando non è frutto della mia fantasia ma è vita messinese vissuta.
L’indomani accedo nuovamente a facebook e leggo un mio ex compagnetto di classe delle scuole elementari che con educazione chiede di non essere taggato in alcun post con finalità politico-pubblicitarie, con tanto di motivazioni e scuse, giustificando la propria istanza. La risposta arriva veloce dal mittente (e qui, scusatemi, ma devo aprire le virgolette perché è una risposta degna di essere riportata alla lettera): “Ti ho taggato come ho fatto con altri semplicemente per far conoscere un brand e non per una campagna elettorale o in cerca di un voto! Rispetto e ti ringrazio del tuo consiglio. A presto”.
Appena ho letto la parola brand, avendola ovviamente legata alla persona che l’ha scritta, sono letteralmente svenuta. Passano i giorni e non ce n’è uno senza notifiche, sms o altro con riferimenti politici. Però, siccome dopo che #asantachiaraarubarucimisuruipottiiferu anch’io mi attrezzo e decido di prendere il telefono in mano solo se sono seduta.
In conclusione, adesso è giusto citare il vincitore. Il primo posto, il miglior premio per marketing e comunicazione per queste elezioni regionali siculo-messinesi lo vince una signora di Palazzo Zanca (chi accussì u chiamunu solo i vicchiareddi ormai e i telegiornali locali), colei che con zucca lunga sul tagliere e figlia seduta di fronte, decide di farsi immortalare in una diretta facebook. Accento decisamente nordico, ma nel senso di Messina nord, cucina carina e anche la zucchina tagliata in tre parti risulta elegante. Ma dopo la domanda della figlia alla genitrice candidata anche l’ortaggio e il tagliere ne risentono e lo scivolone grammaticale è servito: “Ok mamma, tutto chiaro, ma a chi devo votare? La mamma solleva un po’ le braccia e la risposta è deducibile: ammmé
Certa che il mio direttore di testata non mi abbandonerà nel momento del bisogno e che in caso si farà carico delle spese legali, dalla vostra Donato, residente ed elettrice in Monza-Brianza vi arrivino, ma senza passare dalla Salerno-Reggio Calabria i miei #baciuzzi.

Mariangela Donato

Speaker radiofonica, blogger, conduttrice tv, mamma, portatrice sana di battute a raffica anche quando è giù di corda e chi più ne ha più ne metta, La Donato “viveur” è una messinese in fissa con il “savoir faire”. Su Sicilians scrive su abitudini e modi di fare soliti e insoliti, nostrani e non, prendendoli e prendendosi un po' in giro. La sua rubrica "Mi state tutti sul tacco" è la penna pettegola e pungente del nostro giornale.

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