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#Messina. Social gossip: quando il pettegolezzo è pericoloso

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Social GossipLa diffusione del pettegolezzo sui social network, nel giornalismo, nella politica italiana, e, dunque, nella vita di tutti i giorni. Il gossip come fenomeno anche di aggregazione sociale. Un argomento studiato e approfondito dal professor Francesco Pira e da Antonella Cava all’interno del libro Social Gossip, presentato nella sala dell’Accademia dei Pericolanti dell’Università di Messina.
A coordinare i lavori il direttore del DICAM, il professor Mario Bolognari. “All’interno del libro, grazie anche al lavoro del professor Domenico Carzo, membro del Comitato Scientifico Nazionale della Sezione Processi Culturali dell’AIS, si evince una forte impronta sociologica -ha puntualizzato. Il pettegolezzo ha a che fare non soltanto con il chiacchiericcio sterile nei piccoli paesi ma anche con il potere: quello dei valori, quello del controllo della procreazione, dei comportamenti morali ed etici. È, dunque, uno strumento tutt’altro che secondario. Nella lotta politica, ad esempio, è un elemento utilizzato con costanza per screditare gli avversari. Il pettegolezzo si è trasformato nei secoli, ma continua a far parte della nostra vita quotidiana: Facebook e Twitter sono esempi concreti e sotto gli occhi di tutti”.
Da fenomeno marginale a vero e proprio ramo di studi, come sottolineato dal professor Marco Centorrino. “Già nell’introduzione del libro, ad opera di Carzo, si svela una vera e propria sociologia del pettegolezzo. Ci sono anche legami con la comunicazione politica e sociale, tutti temi importanti nel campo della ricerca sociologica ed in cui il gossip riveste un ruolo non secondario”.
Il pettegolezzo che, nella società di internet, in cui i profili degli opinion leader e degli influencer sono spesso sotto la luce dei riflettori, sta alla base del funzionamento stesso della comunicazione social. E, come spiegato da Antonella Cava, rappresenta un ottimo parafulmini: “Introdursi nei segreti degli altri attraverso il pettegolezzo, serve anche a proteggere i nostri segreti. Il gossip ha una diffusione enorme sui media e sui social. E’ ormai diventato un vero e proprio genere televisivo all’ombra del quale vivono la maggioranza dei piccoli divi della televisione”.
I social e i rischi collegati anche al cyberbullismo per la diffusione del pettegolezzo sui social media, sono stati alla base dello studio portato avanti dal professor Pira. “Dal mondo politico a quello televisivo, il gossip è utilizzato sempre più spesso come uno strumento di potere -ha spiegato. L’infotainment televisivo è diventato un emotainment: il pettegolezzo è una formula narrativa in cui siamo ormai immersi, pericoloso per i più piccoli che ne sono vittime, spesso attraverso i social. Nel mondo politico, grazie al pettegolezzo, si sta verificando una sorta di biografia quotidiana, come se scrivessimo un diario e volessimo necessariamente rendere tutti partecipi, i tweet del premier Renzi ne sono un esempio”.
Stare costantemente in vetrina, grazie al gossip, come avviene sui nostri profili Facebook, Twitter o Instagram, non ci avvicina necessariamente agli altri ma, al contrario, con il tempo ci renderà più soli. Un fenomeno da prevenire più che da curare per tutte le nuove generazioni. Parola di Bauman.

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