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#Messina. Risanamento, botta e risposta tra Cisl e amministrazione

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Baracche a Messina
Baracche a Messina

Revocati i finanziamenti per 8 delle 10 offerte che il Dipartimento Politiche della Casa del Comune di Messina aveva approvato per l’acquisto di abitazioni ai baraccati. A farlo, come denuncia la Cisl di Messina, è la Regione Sicilia, con la nota 56.758 dell’11 novembre scorso, a causa delle anomalie che riguarderebbero inadempienze sul possesso della certificazione di abitabilità degli immobili che il Comune di Messina intendeva acquistare per i baraccati di Fondo Fucile.

“La revoca dei finanziamenti regionali è un duro colpo alle speranze degli aventi diritto che perdono una importante opportunità abitativa nel mare magnum delle necessità derivanti dal mancato risanamento di Messina -afferma Loris Foti, responsabile territoriale del Sicet, il sindacato della Cisl che tutela inquilini e proprietari”.

“È una limpida rappresentazione -aggiunge il segretario generale della Cisl Messina Tonino Genovese- di come l’Amministrazione comunale operi in tema di attenzione alla conformità di norme e procedure. Il risanamento della città diventa un’altra incompiuta: per sopperire al fabbisogno abitativo dei circa 2400 nuclei baraccati, infatti, sarebbe necessario reperire ancora almeno 800 milioni di euro“.

Negli ultimi 5 anni Messina ha ottenuto finanziamenti per 50 milioni di euro, sufficienti per appena 300 alloggi. “Di questi però -puntualizzano Genovese e Foti- solo il 20% sono stati parzialmente completati, mentre 74 sono state le abitazioni acquistate. Continuando con questo ritmo da lumaca, il risanamento potrà essere risolto in 120 anni”.

Immediata la replica dell’assessore Sebastiano Pino, che smentisce dichiara: “L’assessorato regionale ha avviato il procedimento di revoca dei decreti di impegno di spesa relativi agli alloggi che la commissione ha ritenuto non avessero i requisiti previsti dal bando. Non c’è stata alcuna revoca dei finanziamenti, ma un avvio di revoca dei singoli impegni di spesa per gli alloggi ritenuti non idonei. Risorse che comunque potranno essere utilizzate per acquistare gli altri alloggi presenti in graduatoria ed in possesso dei requisiti previsti dal bando e rimasti esclusi trovandosi oltre il 39° posto utile  “.