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Messina, cinque partite per capire chi sei e cosa vuoi fare da grande

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Dopo tre sconfitte consecutive contava solo vincere, e così è stato, anche se non abbiamo certamente assistito alla partita più bella della storia a Messina, anzi. Di contro un San Tommaso incapace di mettere insieme due passaggi consecutivi, e anche in qualche situazione di contropiede, non è riuscito a impensierire minimamente la difesa non proprio impenetrabile dei peloritani. Dall’altra parte una fase offensiva sterile e mai realmente in grado di fare del male ai campani, eccezion fatta per la perla di Crucitti, unico gesto da salvare in un pomeriggio noioso e a tratti irritante.

Il gol di Crucitti contro il San Tommaso (© ACR Messina/Giovanni Isolino)

Le difficoltà di questi ultimi giorni, con lo stravolgimento societario per via dell’addio del gruppo Camaro hanno portato l’ambiente nuovamente ai minimi storici: la campagna acquisti non è stata soddisfacente al momento, e il graditissimo ritorno di Arcidiacono non ha risparmiato agli Sciotto la dura e costante contestazione da parte dei tifosi organizzati durante il secondo tempo. Quel che più appare evidente è come gli uomini a disposizione di Zeman non siano funzionali al 100% al suo modo di intendere il calcio, ma questo sta nella logica delle cose in un campionato fin qui mediocre in Serie D, non ci aspettiamo la luna, anche se le aspettative, come sempre, erano ben diverse. Lo scatto d’orgoglio tanto atteso dopo la pensatissima batosta di Acireale, obiettivamente, non l’abbiamo percepito. Sì ok, la voglia di vincere alla fine ha avuto il sopravvento, ma contro il San Tommaso (non ce ne vogliano i campani) ci aspettavamo tutta un’altra partita da una squadra che oscilla tra le due colonne della classifica. Chiaro che tutti i match fanno storia a sé: per esempio il Palermo è stato fermato appena nove giorni fa proprio dagli irpini, mentre la Palmese ultima in classifica è riuscita a imporsi contro il Troina. Nel calcio nulla è scontato, ma questa non deve essere una scusante: anche ieri dunque una prestazione ampiamente insufficiente da parte di un gruppo che non sembra avere delle idee di gioco ben chiare, e questo fatichiamo a comprenderlo dopo aver visto, anche se per 45 minuti, una prestazione maiuscola ad Acireale prima del tracollo mentale. E’ lì che sta tutto: perché tecnicamente ci sono degli elementi che in questa categoria ci possono stare, altri obiettivamente non ci hanno dato questa percezione. Non ce ne voglia Sampietro, forse il più gettonato in questi mesi, ma le sue prestazioni non ci fanno certo brillare gli occhi, idem con patate per Buono, sì under, ma ancora apparentemente molto acerbo.

Pietro Arcidiacono è tornato a vestire la maglia del Messina (© ACR Messina/Giovanni Isolino)

L’età conta fino a un certo punto, basti pensare a Orlando, infortunatosi purtroppo nel suo momento migliore, ma anche lo stesso Cafarella ha fatto una buona impressione nel tridente iniziale. Zeman probabilmente ha bisogno di uscire un po’ dai suoi schemi per poter dare un’identità nitida e soprattutto costante a un gruppo di giocatori che, presi singolarmente, potrebbero anche fare la differenza in determinati contesti, ma faticano tremendamente nell’insieme. Fortuna vuole che Crucitti, nemmeno lui brillantissimo nell’arco del match, abbia tirato fuori dal cilindro u

Pasquale Leonardo e Paolo Sciotto (© ACR Messina/Giovanni Isolino)

n’altra perla, con un sinistro imparabile per l’incertissimo Landi, al quale ieri avremmo fatto fatica ad affidare anche un bicchiere d’acqua. Aspettiamo con una sorta di trepidazione il “forte difensore centrale” annunciato da Pasquale Leonardo ai microfoni di Radio Amore venerdì scorso, così da sistemare un reparto che, nonostante il ritorno di Bruno, è tornato a fare acqua ultimamente, dopo un periodo tutto sommato accettabile con l’arrivo di Zeman in panca. Castrovillari, Marina di Ragusa, Marsala, Cittanovese e Roccella: cinque partite di fondamentale importanza in chiave play off (posizione da ottenere per chiedere il ripescaggio, discorso rafforzato ieri proprio dagli Sciotto) prima dello scontro interno con il Licata e la sfida contro il Football Club. Azzardato chiedere 15 punti e quindi una serie importante di vittorie consecutive? Dopo la prestazione di ieri ci mancherebbe, ma sulla carta sono tutte alla portata del Messina. Condizione mentale adeguata e consapevolezza nei propri mezzi, questi match possono accrescere tutto ciò in un gruppo alla disperata ricerca di identità.

Foto di copertina: © ACR Messina/Giovanni Isolino

Giuseppe Marino

Laureato in Giornalismo all'Università degli studi di Messina. Si occupa a tutto campo della sezione sportiva di Sicilians, con un occhio di riguardo verso il calcio nostrano. Vi racconterà di tutto e di più sull'ACR Messina e sul panorama sportivo regionale.

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