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#Messina. Abilitazione saltata, Navarra: “I responsabili pagheranno”

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infermiere, sanità 1Sull’assurda vicenda del mancato svolgimento dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di medico, programmato in tutta Italia per giovedì 4 febbraio, è intervenuta anche l‘Università di Messina, facendo chiarezza sull’accaduto e minacciando “un’azione risarcitoria” nei confronti dei responsabili.

“Il numero degli iscritti alla prova (155) era stato comunicato al CINECA, il Consorzio che si occupa della predisposizione delle prove a livello nazionale, lo scorso mese di novembre -spiegano dagli uffici del rettorato.

Alle 8.30 di oggi (ieri, ndr), nel momento in cui sono stati consegnati i plichi inviati dallo stesso CINECA, le buste pervenute risultavano 125, in numero quindi inferiore rispetto a quello dei candidati. Il responsabile della Direzione Amministrativa Servizi Didattici, Ricerca e Alta Formazione Carmelo Trommino, ha immediatamente allertato il MIUR che, verificato l’errore del CINECA e predisposti i necessari atti, ha rinviato le prove a data da destinarsi”, dopo quasi 7 ore di attesa per gli aspiranti medici.

“Ritengo innanzitutto doveroso -afferma il rettore Pietro Navarra- scusarmi con i candidati per quanto accaduto. Il mancato invio di alcune buste contenenti i compiti e la relativa documentazione d’esame, tuttavia, è da attribuire esclusivamente a un errore del CINECA e per questo l’Università si riserva di avviare un’azione risarcitoria.

Tra l’altro, almeno in via informale, i funzionari del CINECA hanno già riconosciuto l’errore, imputandolo a un difetto di trascrizione del numero di candidati da noi comunicato nei mesi scorsi. Già stamattina abbiamo sollecitato il MIUR a individuare nel più breve tempo possibile la data del nuovo esame, affinché i candidati dell’Università degli Studi di Messina non siano ulteriormente penalizzati rispetto ai loro colleghi”.

Dura nota anche da parte del portavoce del Movimento Cinque Stelle, il messinese Francesco D’Uva. “Il MIUR ha combinato l’ennesimo pasticcio -commenta. Chiederò spiegazione direttamente al ministro Giannini, poiché ritengo inammissibile che alla base di tutto questo ci sia stato il mancato invio di un numero sufficiente di plichi per tutti i candidati. Il MIUR, ancora una volta, manifesta la propria incapacità a gestire le vicissitudini dei giovani medici. Il ministero non fa che confermare la scarsa attenzione prestata all’Ateneo peloritano. È lecito – conclude D’Uva – domandarsi come mai certe anomalie accadano solo al Sud”.

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