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Le intolleranze alimentari

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Il dottor Giuseppe Di Prima

Negli ultimi anni il problema delle intolleranze alimentari si è accentuato a causa della diffusione dello stile alimentare che ha portato sulle nostre tavole cibi sempre più raffinati, con additivi ed inquinanti.

L’argomento purtroppo risulta ancora sconosciuto a molti o, peggio ancora, estremamente sottovalutato, dato l’estrema varietà di sintomi che l’intolleranza può comportare, sintomi apparentemente di origine sconosciuta.

Un lungo elenco di disturbi, da quelli a livello intestinale, alla stanchezza cronica e mal di testa, a riniti od otiti ricorrenti, acne ed eruzioni cutanee, cistiti e vaginiti recidivanti, possono essere manifestazioni causate da intolleranze.

Per intolleranza alimentare si intende una risposta alterata del sistema immunitario che insorge lentamente in seguito all’ingestione di un alimento. Una sorta di reazione avversa a una sostanza riconosciuta come estranea e nociva.

Quando si supera un certo limite, si scatena l’insorgenza del disturbo spesso con sintomi difficilmente riconducibili all’alimentazione. Le ragioni di tale reazione lenta sono imputabili al tipo di anticorpi coinvolti: le immunoglobuline di tipo A e G, che avviano una risposta immunitaria costante, di bassa intensità, dando il tempo alle sostanze infiammatorie e agli anticorpi prodotti di raggiungere i più svariati organi e tessuti.

Tutto ha origine dalla mucosa intestinale, luogo di contatto tra il mondo esterno, rappresentato dagli alimenti ingeriti, e il mondo interno, costituito dal flusso sanguigno. Oltre alla nota funzione digestiva, l’intestino è infatti implicato anche nel ruolo di difesa dell’organismo. La sua struttura, la conformazione della sua tonaca, l’ambiente biochimico del suo lume e i microrganismi che lo popolano, costituiscono un complesso specificatamente finalizzato a svolgere un’adeguata tutela.

Le ragioni fondamentali di tale difesa riguardano la presenza di flora batterica e la barriera selettiva costituita dalle cellule della mucosa intessute da una fitta rete di specifiche sostanze, che intervengono immediatamente per impedire l’erroneo ingresso di sostanze non idonee.

Se la mucosa intestinale rimane integra in tutti i suoi aspetti fondamentali (flora microbica, epitelio, giunzioni serrate e GALT dall’inglese Gut Associated Lynphoid Tissue) l’organismo è protetto dall’ingresso di sostanze dannose.

La stabilità di tali difese, può essere indebolita da vari fattori, che rendono la parete intestinale meno selettiva e più permeabile a sostanze estranee. Le giunzioni tra le cellule si lassano, le maglie del filtro si allargano e così è lasciato libero passaggio a particelle di cibo non completamente digerite, a tossine, a patogeni che fanno il loro indesiderato ingresso nell’organismo.

All’alterazione della flora microbica concorrono fattori alimentari come cibi confezionati, raffinati, con contaminanti, sempre più ricchi di additivi, pesticidi, metalli pesanti, mentre tra i fattori farmacologici troviamo quasi tutti i farmaci sintetici che l’organismo spesso tollera male. Inoltre, stress e molti altri fattori, candida compresa, alterano l’integrità difensiva. Sono coinvolti anche altri organi come pancreas, fegato e reni, che diventano  meno efficienti con conseguenze negative a carico del sistema nervoso, della pelle e di altri tessuti che sembrano assolutamente ed erroneamente scollegati dall’intestino e dalla alimentazione.

Condizione indispensabile perché si sviluppi una intolleranza alimentare è quindi l’integrità della mucosa intestinale. Da ciò si comprende che eliminare l’alimento verso cui si è intolleranti non costituisce la soluzione definitiva al problema. Infatti, se non si agirà sulle cause e quindi sul ripristino dell’integrità funzionale della mucosa, ci si troverà a combattere con nuove intolleranze, in un circolo vizioso che alla lunga potrebbe portare a conseguenze molto più serie.

Per contattare il dottor Di Prima, farmacista e naturopata, scrivere a: anticospeziale@virgilio.it

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