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Le anime aristocratiche di via Fata Morgana

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Via Fata Morgana

Per la nuova puntata di Grimorium Messanae, proseguiamo con il ricco filone delle case infestate, di cui la nostra città (per fortuna o sfortuna) abbonda. Come di consueto ci limiteremo a citare solo la zona dove sorge l’abitazione e useremo dei nomi di fantasia, in modo da evitare qualsiasi riferimento che potrebbe rivelarsi nocivo per proprietari ed individui coinvolti. Da tempo, gli appassionati messinesi conoscono l’esistenza di un appartamento molto particolare, sito in uno dei condomini della via Fata Morgana. Parecchie famiglie l’hanno abbandonato in fretta e furia, nonostante i suoi “abitanti clandestini” non si siano mostrati estremamente molesti verso gli inquilini in carne ed ossa. Anzi, sembra quasi questi spettri si sentano infastiditi dalla presenza dei vivi ma, invece di terrorizzarli come solitamente avviene, cercano di tenersene separati, per evitare qualsiasi contatto. Abbiamo raccolto la testimonianza diretta del signor Bartolo, 54 anni, che ha vissuto per qualche mese nell’appartamento in questione:

“La mia storia risale ad una ventina di anni fa. Io e mia moglie acquistammo la casa di via Fata Morgana subito dopo la nascita del nostro primo figlio, in modo da avere più spazio. Ricordo che quando varcai per la prima volta la soglia dell’appartamento sentii una sorta di brivido, come se un sesto senso mi avesse avvertito che qualcosa non andava. Non ci badai più di tanto, ma la prima sera dopo il trasloco percepii un confabulare sommesso provenire dalla stanza accanto. Mi concentrai sul rumore e pur non riuscendo a capire una sola parola ebbi la sensazione che nella cucina ci fossero almeno tre o quattro persone, intente a parlare fitto, fitto. Ogni tanto una risatina femminile intramezzava lo strano vociare.

Con l’adrenalina a mille, dopo aver avvertito mia moglie che confermò la mia sensazione, mi spostai nella stanza attigua e immediatamente il rumore si allontanò nella stanza successiva, come se le “persone” che stavano discutendo si fossero spostate per evitarmi. Le inseguii ed una volta arrivato nella camera da letto, l’ultima stanza prima della parete divisoria con l’altro appartamento, il rumore di fondo sparì. Mi convinsi che le strane discussioni provenissero dalla casa attigua e cercai di non pensarci più, ma due notti dopo fummo svegliati da una serie di passi rumorosi ed una strana musica, simile ad un valzer. Ci sembrò di avere una festa in casa, perché pochi minuti dopo sentii scrosciare applausi e risuonare voci divertite.

Una dettaglio della stessa via

Mi alzai velocemente ma arrivato un soggiorno non udii più nulla oltre al normale silenzio della notte. Queste strane manifestazioni si ripeterono più volte e proprio quando io e mia moglie avevamo quasi deciso di abbandonare la casa, si verificò l’episodio che ci convinse ad andarcene: poco prima dell’ora di pranzo, distinguemmo nitidamente in corridoio una figura diafana che trasportava una pila di piatti dalla cucina al soggiorno, come se dovesse apparecchiare per una decina di persone. La presenza sembrò accorgersi di noi e, dopo averci squadrato con sufficienza, si diresse verso la sala da pranzo. Fuggimmo a gambe levate e da quel momento non tornammo mai più in quella casa. Ovviamente fu un’esperienza terrificante, ma devo dire che le presenze all’interno della casa non cercarono mai di mandarci via, credo che ci vedessero più che altro come degli scocciatori da tenere a distanza. Non so come spiegarlo ma ad un certo punto ci sentimmo proprio come degli intrusi nella nostra casa”.

Secondo alcune voci di quartiere, le presenze della casa continuerebbe ad allontanare gli inquilini che ci mettono piede, convincendoli a fuggire solo con i loro “aristocratici” comportamenti.

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