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#L’anticospeziale. Andiamo incontro all’estate: chili di troppo e diete (prima parte)

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Il dottor Giuseppe Di Prima

Dopo le innumerevoli consulenze sulle diete (molti miei articoli inerenti cinquanta anni di esperienza sono pubblicati e rintracciabili) mi pervengono ancora richieste da persone con idee poco chiare o totalmente errate su diete e chili di troppo. Guardarsi indietro fa davvero una strana impressione, specialmente quando ricordo gli ultimi decenni, contraddistinti da diete impostate sul controllo calorico. Con queste diete di moda mi veniva da ridere; adesso invece, come le barzellette vecchie, non mi fanno più ridere. Mangiamo male ed è necessario modificare le nostre abitudini utilizzando strategie mirate. I dati statistici sono preoccupanti: il 42% della popolazione è in eccesso ponderale e a rischio cardiovascolare“L’obesità balza al numero uno nella classifica dei principali fattori di rischio modificabili per la salute”. A stabilirlo è un lavoro dell’università di Cleveland presentato in questi giorni negli USA al congresso annuale della Society of General Internal Medicine.

“I fattori di rischio modificabili comportano un carico di mortalità importante – commenta Glen Taksler, internista della Cleveland Clinic – e questi risultati preliminari non fanno che sottolineare l’importanza della perdita di peso, di un’attenta gestione del diabete e di una dieta sana”. Questo stravolgimento della classifica va letto anche in positivo però. Solo 15 anni fa, al top della classifica avremmo trovato il fumo, sceso in seguito di qualche posizione grazie alle politiche di controllo del tabacco. “E’ importante – sottolinea Taksler – che la gente capisca che agire sui fattori di rischio modificabili può aiutare le persone a vivere più a lungo”. La classifica completa dei principali contributori (in ordine decrescente di importanza) alla perdita di aspettativa di vita è la seguente: obesità, diabete, tabacco, ipertensione, ipercolesterolemia. In particolare, secondo questo studio l’obesità provocherebbe una perdita di aspettativa di vita del 47% superiore a quella indotta dal tabacco. Escludendo le obesità patologiche che necessitano dell’endocrinologo, per i normali chili di troppo accumulati, basta rilassarsi, non pensare alla dieta e riportare la nutrizione ad un normale stile di vita con piccoli accorgimenti, senza spese.

Al giorno d’oggi recuperare e mantenere la giusta silhouette sembra essere il problema più ricorrente; decine di cosiddette diete dimagranti miracolose ci assillano, alcune delle quali presentate da illustri scienziati che, pagando profumatamente, si fanno intervistare per diffondere le loro preziosissime (in termini di ritorno in denaro) idee nutrizionistiche. Durante la giornata le occasioni per consumare cibo industriale (che nel nostro settore è definito cibo spazzatura) si moltiplicano mentre è difficile trovare tempo per il movimento; all’esercizio fisico vengono dedicati pochi minuti al giorno o qualche ora alla settimana.

Tutto ciò porta a uno squilibrio che si manifesta con un aumento ponderale. Addentrarmi nell’argomento peso è stato ed è tuttora un problema per me incommensurabile. Esistono due poli ben distanti: uno di una semplicità sconcertante che vedremo alla fine come conclusione e l’altro con difficoltà che bisogna conoscere per assimilare la parte semplice. Raramente si diffongono le reali situazioni di questo mercato globale per rendersi conto della attuale problematica più commerciale che salutistica. Ed è necessario che io cominci con i chiarimenti che oggi mi posso permettere liberamente dato che sono ormai un “libero in pensione”. Sono uscito infatti dal giro e non avendo più alcun interesse economico, posso intrattenermi sulle nuove scoperte. Per mobilizzare le riserve di grasso senza che la salute sia messa a rischio l’unico modo è una graduale stimolazione del metabolismo e una normale nutrizione e non certamente contando le calorie contenute in ogni piatto. 

Oggi inizio un discorso in due puntate, sulle diete per perdere peso. Il significato che ha assunto oggi questo concetto conduce all’idea di privazione, digiuno, fame. I ricercatori sono sempre all’opera su temi diversi, anche sulla nutrizione, e pubblicano i risultati delle loro ricerche che rimangono a disposizione degli “addetti ai lavori”. Sono stato anch’io ricercatore e ho potuto constatare che molti lavori utili per la collettività (anche su farmaci) ma poco remunerativi per le industrie, sono narcotizzati e dimenticati. Anche oggi, purtroppo, queste ricerche sono divulgate solo da chi ha interesse a sfruttarle. Molte recenti e interessanti ricerche sulle diete sono del tutto sconosciute, poiché l’industria chimica, l’industria dei programmi informatici e l’industria alimentare collegata, ha interesse a mantenerle in letargo.

Ogni notizia che ci propinano attraverso i media o attraverso canali pseudo-scientifici, è frutto di studi pubblicitari interessati. Il mercato delle diete fa girare una enorme cifra non soltanto per i prodotti collaterali, dietetici o integratori, consigliati ai pazienti, ma a monte, per chi ha concepito il tipo di dieta, per chi l’ha sviluppata in programmi computerizzati e per chi vende questi programmi che facilmente, anche a un profano, permettono di stilare una dieta personalizzata introducendo peso, altezza, ed età. In questo enorme giro di affari, non esiste interesse a divulgare la verità sulle diete. Diete che, pur essendo state bocciate da anni di insuccessi e da innumerevoli seri studi clinici, sono ancora propinate dai dietologi.

Certo, per dimagrire esistono i professionisti che, vivendo con il loro lavoro, vi forniranno diete complicate, snervanti, quasi sempre restrittive e poco gradite, quindi difficilmente portate a termine. Sono diete create dall’industria che, come per i farmaci, fornisce prodotti non definitivi ma da utilizzare sempre, senza possibilità di smettere. Esistono poi anche i maghi che utilizzando effetti psicologici o il pendolino, promettono di farvi perdere peso. Entrambi offrono una sicura e unica soddisfazione: quella di poter ostentare un grosso esborso di denaro: una dieta fornita da un famoso dietologo vale la pena pagarla abbastanza e raccontarla alle amiche.

Ovviamente ognuno è libero di fare le proprie scelte, anche se quella ideale potrebbe ricondursi a semplici consigli quasi sempre senza spendere denaro e soprattutto alimenti scelti personalmente e quindi graditi. Sapendo che il nostro organismo ha bisogno inequivocabilmente di un apporto di nutrienti scientificamente equilibrato e stabilito anche nelle proporzioni, si deduce che tutte le diete squilibrate sono ideate da persone squilibrate per utenti squilibrati. Infatti molte diete famose e sicure sono scomparse perché a lungo andare hanno mostrato il loro lato negativo. Allora, quale dieta utilizzare per perdere i chili di troppo senza danno? A chi rivolgersi? E quanto costa? La risposta è troppo semplice: cambiare dieta, ma non con quella di Nicolina o del prof. Pallino.

Dieta, dal greco diaita e poi dal latino diaeta significa stile di vita, modo di vivere. Esiste infatti un sistema alternativo alle diete draconiane che ci sono in giro ed è gratuito. E’ indispensabile utilizzare la nostra testa e il movimento. Non si può infatti cedere una parte di responsabilità ad altri; bisogna concentrare tutta la volontà e gli sforzi sulla nostra decisione. Per quanto riguarda la testa, cioè il cervello, bisogna convincersi che si sta attuando un nuovo stile di vita (dieta) e memorizzare un nuovo comportamento diverso dal precedente, promettendo a se stessi, dopo un profondo esame di coscienza, l’accettazione incondizionato di tutto il programma. Se si ha la forza psicologica e il carattere forte di proseguire e non cercare aiuti esterni, si può iniziare e concludere con successo senza, come succede spesso, sprecare denaro e salute.

La testa per esempio, se ha accettato e memorizzato il programma, suggerirebbe subito istintivamente l’acquisto di scarpe più comode e a tacco più basso per le lunghe passeggiate ed eliminerebbe il desiderio di dolci, la voglia di snack, le bibite e quant’altro può intralciare il nuovo programma che non è necessario introdurlo completamente da un giorno all’altro (“da domani inizierò la dieta”) ma può essere intrapreso anche gradualmente senza creare scompensi psicologici. La testa serve anche per la lettura (con completa assimilazione) dei seguenti consigli. E’ necessario impegnarsi da soli o eventualmente con l’aiuto di familiari perché la volontà e l’impegno non devono essere delegati ad altri.

La dieta è una terapia su misura ed è quindi indispensabile costruirsela da sé. E’ semplicissimo perché prevede soltanto una diminuziione delle porzioni (porzioni pediatriche) con un ampliamento a largo raggio della varietà delle portate. Bisogna insomma mangiare di meno a pranzo e soprattutto a cena, aumentando la colazione. Fare una colazione con aggiunta di proteine (prosciutto, formaggio, un uovo, ecc.) non rientra purtroppo nella nostra atavica mentalità, ma è indispensabile.

Al mattino, appena alzati, durante la preparazione della colazione, e quindi prima, potrebbe essere utilizzata una fresca spremuta (o frullato) di frutta (ovviamente senza zucchero o dolcificata con stevia). Se durante il giorno si rimane con appetito e si desidera saziarsi, unico gruppo di alimenti che può essere aumentato sono i vegetali: verdure cotte o crude anche in abbondanza, frutta di stagione. Stesso consiglio può essere utilizzato tra un pasto e l’altro, ricordando che frutta e verdure fresche, crude, sono libere, ai pasti e fuori pasto. Con questa alimentazione che non obbliga a privazioni, si riesce a organizzare un giusto metabolismo con enormi vantaggi fisici e psichici.

Unica novità potrebbe essere la sostituzione delle farine raffinate con quelle integrali per pane, pasta, biscotti e altro e, ovviamente, la quasi totale eliminazione di zucchero e sale da cucina per i quali il nostro organismo ha bisogno soltanto piccolissime quantità, già sufficienti nei normali alimenti. Il nostro organismo è formato da carboidrati, proteine, grassi, vitamine, sali minerali, acqua: cioè dai principali nutrienti presenti nei cibi genuini che un individuo sano e consapevole giornalmente ingerisce. Ogni nutriente è quindi fondamentale per la nostra sopravvivenza e per la nostra salute; anche gli zuccheri e i grassi. Solo le proporzioni sono differenti per cui possiamo dedurre che la percentuale maggiore dovrebbe essere riservata agli alimenti di origine vegetale.

Questi alimenti sono ricchi di nutrienti come le vitamine, i sali minerali, acqua biologica, fibre, e di composti protettivi. In percentuali più limitate sono poi gradualmente il pesce, la carne, i legumi, i carboidrati (pane, pasta, riso, patate, biscotti), i condimenti con i grassi. La grande attenzione verso un’alimentazione sana sembra però essere ancora solo teorica. Purtroppo, spesso si basa su conoscenze, impressioni o sensazioni errate. I canali di comunicazione sociale, poi, in particolare Internet e TV, veicolano troppe informazioni poco fondate o anche errate, diffondendo messaggi contraddittori con toni allarmistici: si pensi, ad esempio, alle recenti polemiche sulla salubrità dell’olio di palma e delle carni rosse. La prossima settimana concluderò sperando di trovare con idee più chiare chi mi sta seguendo.

Per contattare il dott. Di Prima, farmacista e naturopata, scrivere a: anticospeziale@virgilio.it

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