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#L’AnticoSpeziale. Cos’è l’herpes e come curarlo

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Il dottor Giuseppe Di Prima

L’Herpes simplex è un’infezione virale che interessa cute e/o mucose: la malattia infettiva, provocata dall’omonimo virus, colpisce generalmente il viso o il dorso (herpes labiale, o herpes zoster HSV I), o i genitali (herpes genitale, HSV II o citomegalovirus). Quest’ultimo, modificatosi e diventato virulento, è contagioso e crea grossi e gravi problemi patologici. In greco herpes significa eruzione e nel linguaggio comune tale infezione assume spesso nomi differenti come febbre labiale o termini più fantasiosi come fuoco di Sant’AntonioIl sintomo più comune dell’herpes è la comparsa di piccole vesciche sulla cute, solitamente localizzate sulle labbra (herpes labialis), sui genitali (herpes genitalis), o su superficie più estese del corpo, come schiena e braccia (herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio). Febbre sulle labbra è il nome dell’Herpes Labialis; è quella fastidiosa serie di bollicine che appaiono intorno alle labbra. Prima pizzica la pelle, poi appare qualche bolla quindi il labbro si gonfia. A questo punto si fondono fra loro le vescicole, si rompono e appare una bella crosta. Diventa difficile farla guarire perché è in una zona spesso umida e che si muove sempre per parlare e per mangiare. La febbre sulle labbra normalmente appare dopo un’influenza oppure quando siamo stanchi e debilitati oppure quando compiamo qualche stravizio alimentare.

Purtroppo dopo la prima comparsa l’episodio si può ripetere. Infatti la febbre sulle labbra è provocata da un virus che va ad abitare all’interno di un nervo, dove resta anche per molto tempo. Dopodiché, appena il fisico si indebolisce per un qualunque motivo, eccolo che riappare in superficie. Ugualmente per il Fuoco di Sant’Antonio anche se questa variante provoca più fastidi come prurito, bruciore o dolore. L’unico farmaco che può controllare l’evoluzione dell’herpes è l’ACICLOVIR (tubetto crema-gel da 3 grammi, costo intorno agli 8 euro). Mettere qualche goccia sulla zona interessata diverse volte al giorno (almeno quando possibile). Tra i fattori predisponenti dell’herpes simplex il calo delle difese immunitarie, gli eritemi solari, le malattie infettive, lo stress e le variazioni ormonali.

Purtroppo non esiste alcun medicinale in grado di curare definitivamente l’herpes. La miglior cura contro questo fastidiosissimo ceppo di virus risiede nel nostro sistema immunitario. Mantenendolo efficiente ed attivo con una sana alimentazione e un po’ di moto si è infatti molto meno suscettibili all’infezione. Quando si vogliono migliorare le difese immunitarie un po’ carenti è infatti importante assumere le giuste dosi di vitamine e minerali. In particolare, l’alimentazione deve assolutamente soddisfare il fabbisogno di vitamina C, magnesio e ferro. Allergie, intolleranze e indigestioni sono potenti stimoli all’azione virale, favorita dal momentaneo calo delle difese immunitarie. Alimenti particolarmente indicati per migliorare l’efficienza del sistema immunitario sono gli agrumi, le alghe, l’echinacea ed i prodotti dell’alveare come miele, pappa reale e propoli. Un rimedio naturale piuttosto antico, ma senz’altro efficace nel favorire la risoluzione dei sintomi, consiste proprio nell’applicazione di una goccia di tintura di propoli sulla parte malata prima di coricarsi.

Carne, pesce e latticini non devono mancare nella dieta in quanto ricchi di un aminoacido, la lisina, che sembrerebbe contrastare l’insorgenza di recidive. Nella cura e nella prevenzione dell’herpes non esistono quindi cibi miracolosi, anche se alcuni appaiono più indicati di altri. Per tenere valido il nostro sistema immunitario, sono necessarie alcune spiegazioni: vivono con noi esseri umani una enorme quantità di microrganismi che risiedono sulle nostre superfici, interne o esterne. L’insieme dei microrganismi che abitano il nostro sistema digerente si chiama microbioma. Il microbioma di ognuno di noi è unico e personale perché dipende da fattori genetici, alimentari e ambientali. Il rapporto tra numero di cellule del microbioma e le nostre varia tra 10/1 e 100/1, quindi loro sono decisamente più di noi.

Cerchiamo almeno di conoscerli meglio per ottenere la massima salute dalla convivenza visto che la flora permanente fisiologica ha caratteristiche specifiche ben definite e tipiche della specie umana. Il nostro microbioma è formato principalmente da batteri. Le popolazioni sono molto numerose, ci sono un discreto numero di generi, ciascuno occupante specifiche nicchie ecologiche nel nostro sistema gastrointestinale. I nostri inquilini rivestono un’importanza fondamentale per tutte le funzioni intestinali, e siccome si nutrono del nostro stesso cibo, svilupperemo una flora batterica intestinale che è adeguata alla qualità del nostro piatto. Se improvvisamente passassimo dal mangiare pasta e pane tutti i giorni a una dieta fatta di sola carne avremmo dei turbamenti intestinali, cioè molto probabilmente svilupperemmo stitichezza per un po’ di tempo.

I nostri batteri intestinali amano così tanto il loro compito che arrivano anche a influenzare le nostre scelte alimentari. Tutti sappiamo quanto sia difficile mettersi a dieta e rinunciare ai carboidrati. Se nel nostro intestino alberga un folto gruppo di fermenti lattici bravi a demolire i dolci, cercheranno di influenzare le nostre scelte alimentari spingendoci verso il peccato di gola. Quindi attenzione, sono piccoli, ma sono così tanti da diventare molto potenti e dobbiamo occuparcene con cura. Diventano dei fondamentali aiutanti del nostro intestino, indispensabili per digerire gli alimenti, ci proteggono dall’invasione di batteri patogeni di cui impediscono la crescita, stimolano il nostro sistema immunitario e forniscono importanti vitamine prodotte da loro stessi.

Una flora batterica fisiologica forma un sistema che è parte integrante di noi stessi. Come scelgo i fermenti lattici? Affinché questi siano efficaci devono essere umano-specifici e vivi. Esistono due grandi famiglie di batteri particolarmente amici del nostro intestino: la famiglia dei Lactobacillus e dei Bifidobacterium. Tra questi ci sono il Lactobacillus Acidophilus, Lactobacillus Rhamnosus, Lactobacillus Reuteri, il Bifidobacterium Bifidum, il Bifidobacterium Longum, il Bifidobacterium Breve e il Bifidobacterium Infantis.

Quindi al momento di acquistare fermenti lattici facciamoci consigliare da esperti specificando bene qual è il nostro problema. Il nostro intestino merita una grandissima considerazione. Pensate che le tonsille della gola hanno la stessa origine embrionale di quelle dell’intestino. Quindi se questo è in disordine può arrivare un bel mal di gola. Oppure se le popolazioni batteriche sono disarmoniche si può verificare una candida o una cistite. Non dimentichiamoci del grosso ruolo intestinale nella regolazione dell’umore perché la maggior parte della serotonina (ormone del buon umore) è prodotta proprio qui. Quindi, intestino in ordine, umore e stato di salute buono.

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