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#ilferribottenonsitocca. Lo sciopero per difendere il traghettamento ferroviario blocca la Sicilia per 8 ore

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L'assemblea pubblica a Palazzo Zanca (Foto Paolo Furrer)
L’assemblea pubblica a Palazzo Zanca (Foto Paolo Furrer)

Una giornata da separati in casa quella organizzata per difendere il trasporto ferroviario da e per la Sicilia. A Palazzo Zanca, brandendo lo slogan #ilferribottenonsitocca, il sindacato autonomo Orsa, con il Movimento Popolare Sicilia e Calabria, il Comitato Pendolari siciliani, gli studenti dell’istituto Nautico e molte altre associazioni.

Al PalaCultura le organizzazioni confederali dell’Isola con Fast e Ugl, che hanno puntato tutto su una manifestazione per sollecitare “la tutela del diritto dei siciliani alla continuità territoriale, al miglioramento dei servizi nello Stretto, la firma del Contratto di Servizio e lo sviluppo del traffico merci”, alla quale era presente anche l’assessore regionale ai Trasporti Giovanni Pizzo, che in Comune non si è invece fatto vedere.

La manifestazione al PalaCultura
La manifestazione al PalaCultura

Niente sciopero quindi, pur ribadendo che lo hanno sospeso “dopo lo stop momentaneo al progetto di dismissione di FS”. Come si evince dalle foto, degli 800 partecipanti incautamente annunciati nei giorni scorsi, al PalaCultura ce n’erano meno della metà.

Tutto esaurito e solo posti in piedi invece a Palazzo Zanca, pieno di lavoratori che hanno aderito allo sciopero dell’Orsa e di chi alle promesse di FS non ci crede neanche un po’. “Lo stop di Ferrovie dello Stato non convince solo noi lavoratori -dichiara Mariano Massaro, segretario regionale di Orsa Sicilia. Prova ne sia che alla nostra manifestazione ha aderito non solo chi ha scioperato (e sono stati tanti)  ma anche molti viaggiatori, studenti e pendolari, che alle promesse del Gruppo Ferrovie dello Stato non credono”.

Intanto è guerra di cifre tra il Gruppo Ferrovie dello Stato e l’Orsa. Un irrilevante 7,6% secondo l’azienda, non meno del 75% per il sindacato autonomo, che ha scioperato in solitaria dopo la marcia indietro di confederali, Fast e Ugl.

Ferrovie dello Stato parla di “cancellazione di due soli treni” tra le 9 e le 17. Ma l’Orsa non le manda a dire e ribatte che i convogli in questione erano gli unici due previsti durante lo sciopero. “Il grosso del traffico si svolge tra le 6 e le 9 e tra le 18 e le 21, ma quelle sono fasce protette -chiariscono dal sindacato. Fermo restando che molti dei lavoratori che hanno garantito i servizi minimi si sono dichiarati scioperanti.

Alcuni degli intervenuti in Comune
Alcuni degli intervenuti in Comune

Abbiamo registrato il 90% delle adesioni nel traghettamento ferroviario e oltre il 60% sui treni. E’ evidente che a dispetto del dietrofront di Cgil, Cisl, Uil, Fast e Ugl dopo il rinvio dei tagli previsti per giugno e procrastinati a dicembre, molti lavoratori non iscritti all’Orsa hanno deciso di scioperare. Se tra i marittimi l’Orsa si attesta sul 90% degli iscritti (quindi nessuna sorpresa), sui treni siamo al 28% e questo significa non solo l‘adesione massiccia allo sciopero degli iscritti al sindacato autonomo, ma anche di lavoratori non sindacalizzati o iscritti a confederali, Fast e Ugl”.

“Nonostante le rassicurazioni giunte dall’azienda lo scorso 18 marzo in merito al mantenimento per il 2015 degli attuali collegamenti sullo Stretto e del volume dei treni a lunga percorrenza a oggi nell’Isola –spiega il segretario regionale Orsa Ferrovie Giuseppe Terranova– è chiaro che le dinamiche di dismissione che hanno determinato la protesta di lavoratori e cittadini hanno un preciso destinatario: la politica siciliana e nazionale, che devono reagire. Il diritto alla continuità territoriale è una garanzia costituzionale. Occorre procedere a una fase di rilancio di tutto il servizio ferroviario, sia regionale che a lunga percorrenza, ammodernando la rete ferroviaria e la flotta dei treni”.

Presenti al PalaCultura i sindacati confederali, Fast e Ugl
Presenti al PalaCultura i sindacati confederali, Fast e Ugl

Con una punta di perfidia l’Orsa fa notare che “i mezzi veloci di BluFerries e UsticaLines non erano coinvolti nella protesta ma a fermarli è stato lo scirocco. A conferma dei punti fragili di questo servizio, che nonostante le sperimentazioni annunciate da FS non può in alcun modo sostituire il servizio treno su nave per la garanzia della continuità territoriale”.

A dispetto di quanto dichiarato, FS va avanti con i test per verificare l’economicità e i tempi del blocco del traghettamento ferroviario e l‘Orsa già annuncia per giugno uno sciopero generale regionale..

 Dal PalaCultura  Cgil, Cisl, Uil, Fast e Ugl dichiarano di “guardare oltre” e chiedono “l’istituzione di un tavolo unico tra sindacati, Trenitalia e assessorato regionale ai Trasporti per giungere alla firma del contratto di servizio, con il potenziamento di treni regionali. Una riunione sullo stato degli investimenti in Sicilia per indicare insieme le zone più carenti, corse di prova per dimostrare come con le attuali infrastrutture e treni no stop si possano già ridurre i tempi di percorrenza”.

 

 

 

 

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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