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#ilferribottenonsitocca: l’inutile passerella di ANCI Sicilia a Messina

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Un momento della manifestazione del 14 febbraio scorso #ilferribottenonsitocca (Foto Paolo Furrer)

Una presa d’atto, ma oltre non si è andati alla riunione del Consiglio Regionale di ANCI Sicilia convocata oggi a Messina per discutere i tagli al comparto ferroviario annunciati dal Gruppo FS il 2 febbraio scorso.

Nessun accenno alle richieste ufficiali di impegno urlate dai lavoratori al sindaco di Messina Renato Accorinti durante la manifestazione del 14 febbraio scorso #ilferribottenonsitocca.

I vertici delle ferrovie dello Stato sono stati molto chiari nel corso del confronto romano: se gli enti locali interessati (quindi i Comuni di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria e le Regioni Sicilia e Calabria) si opporranno a questo progetto ufficialmente, lo archivieranno.

Diversamente, sempre che i test che si stanno effettuando in questi giorni diano esito positivo, da giugno si dirà addio alla continuità territoriale e lo Stretto si attraverserà bagagli in mano, scendendo da un treno a Messina, per poi risalire su un altro vagone una volta arrivati in Calabria.

Un progetto delirante che FS cerca di imporre da oltre 20 anni e che adesso, se le amministrazioni comunali e regionali non si opporranno, passerà senza colpo ferire.

Ma nulla di tutto questo traspare dal comunicato di Palazzo Zanca. Ci si limita a elencare i presenti (il sindaco Accorinti, il vicesindaco Guido Signorino, gli assessori Daniele Ialacqua e Sebastiano Pino e il Consiglio Regionale di ANCI Sicilia, Leoluca Orlando compreso) e a sottolineare che la riunione è stata indetta “per affrontare le problematiche relative ai tagli nei collegamenti ferroviari e alla mobilitazione permanente dei Comuni siciliani nel quadro delle iniziative relative alla mobilitazione contro la complessiva situazione finanziaria degli Enti locali dell’Isola, per mantenere alta l’attenzione sulla decisione del Governo nazionale”.

Le dichiarazioni di Orlando, Accorinti e del vicesegretario di ANCI Sicilia Paolo Amenta sono un capolavoro del nulla: “Prendiamo atto che il taglio dei collegamenti ferroviari tra la Sicilia e il resto d’Italia rappresenta un ulteriore segnale di discriminazione nei confronti della nostra Isola, che fa seguito alla recente grave decisione di definanziare i Fondi Pac. I Comuni siciliani si trovano a dover fare fronte non soltanto a insostenibili tagli alle risorse loro destinate, ma anche alla totale esclusione dai collegamenti ferroviari con il resto d’Italia.

Abbiamo una rete ferroviaria che è la peggiore d’Europa, mentre ricordiamo a tutti che lo sviluppo dell’economia passa attraverso i trasporti. Se l’Italia vive una fase difficile, per la Sicilia è drammatica. La nostra gente chiede servizi e un miglioramento della qualità della vita e tutti i sindaci sono portatori delle necessità dei cittadini dell’Isola. L’ANCI interviene per esprimere questi bisogni, la Sicilia ha bisogno di riforme”.

E visto che per dichiarare che “la Sicilia ha bisogno di riforme” non c’era certo bisogno di un’ennesima riunione dell’ANCI dell’Isola, pendolari, studenti e viaggiatori aspettano un documento ufficiale di sindaci e presidenti delle Regioni Sicilia e Calabria che certifichi la netta opposizione ai tagli di FS.

Diversamente, ancora una volta le scelte saranno compiute sulla testa dei cittadini e le amministrazioni locali avranno confermato la propria conclamata incapacità di tutelare il proprio territorio.

Sulla vicenda interviene il sindacato autonomo Orsa, tra gli organizzatori della manifestazione del 14 febbraio. “L’iniziativa dell’ANCI è certamente un segnale importante, ma oltre il valore simbolico dell’incontro odierno occorrono atti politici concreti. Non basta manifestare la semplice indignazione: occorre incalzare i governi regionali e nazionale su proposte concrete che migliorino da subito le attuali condizioni del trasporto ferroviario siciliano.

All’ANCI chiediamo di supportare la proposta che sindacati, movimenti e comitati pendolari hanno già portato all’attenzione delle istituzioni il giorno seguente la manifestazione messinese di San Valentino. Questo sarebbe un primo segnale di inversione di marcia della dismissione di ferrovie dall’Isola e dallo Stretto di Messina”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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