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Il professor Cenerentolo

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Il_Professor_CenerentoloIl professor Cenerentolo

Paese: Italia

Genere: Commedia

Durata: 92 minuti

Regia: Leonardo Pieraccioni

A due anni di distanza dal flop di Un fantastico viavai Pieraccioni ci riprova con Il professor Cenerentolo riportando sugli schermi l’unico genere di cinema che riesce a fare veramente bene, la commedia sentimentale.

Umberto (Leonardo Pieraccioni) è un ex imprenditore di una ditta di costruzioni finito in carcere per aver tentato di salvare la sua impresa con una rapina in banca finita malissimo. Viene mandato in carcere a Ventotene con una condanna a quattro anni. Giunto alla fine della sua pena, Umberto ottiene di lavorare alla biblioteca del paese, a patto che la sera rientri nella casa circondariale.

Una sera, durante un dibattito aperto al pubblico conosce Morgana (Laura Chiatti) che pensa che lui lavori in carcere, non che sia un detenuto. Umberto decide di approfittare dell’equivoco per frequentarla, ma deve porre attenzione a tornare sempre in tempo la sera, altrimenti il direttore del carcere (Flavio Insinna) gli revocherà il permesso di lavoro…

Purtroppo il Leonardo nazionale non riesce a discostarsi dai suoi ultimi, carenti risultati. A salvare il film (per chi si accontenta) è la solita spontaneità toscanaccia di Pieraccioni, ma sinceramente non se ne può più: sceneggiatura scialba, poche idee, qualche battuta di tanto in tanto a svegliare il pubblico. Come se non bastasse, questa volta si ha anche l’impressione che persino l’umorismo di Pieraccioni faccia fatica a imporsi, visto che per funzionare ricorre stavolta a stereotipi su donne e nani per la maggior parte del tempo.

Laura Chiatti, Flavio Insinna e lo stesso Pieraccioni non riescono bene nei loro ruoli, risultano piatti quanto la trama e la mancanza di professionalità registica oltre un certo livello (livello da produzione televisiva) riesce a mortificare persino uno splendido scenario come quello di Ventotene. Consigliato solo a chi ha nostalgia di Pieraccioni.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.

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