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I NoMUos di Messina liberi di andare a Niscemi

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La conferenza stampa a Palazzo Zanca

Nessuna misura cautelare per i due attivisti messinesi indagati dalla Procura della Repubblica di Gela nell’ambito dell’inchiesta sulle mobilitazioni NoMuos. A Claudio Risitano e Giulia Zuccotti, da oltre un anno impegnati nelle iniziative di lotta  contro l’impianto satellitare della Marina USA  di Niscemi, era stato imposto, insieme ad altre 27 persone giunte da tutta Italia, il divieto di soggiorno nella cittadina in provincia di Caltanissetta.

Per loro l’accusa era di resistenza e violenza verso pubblici ufficiali per aver partecipato alla manifestazione del 9 agosto 2013, durante la quale  otto attivisti si arrampicarono sulle antenne per le telecomunicazioni militari a lungo raggio, mentre la base era pacificamente invasa da centinaia di persone di ogni età.

Il provvedimento emesso dal GIP di Gela Fabrizio Molinari nei confronti dei due messinesi è venuto meno in seguito all’istanza presentata dal loro legale, l’avvocato Carmelo Picciotto, per il “mancato espletamento dell’interrogatorio  di garanzia nei 10 giorni dalla notifica dell’ordinanza” .

Gli attivisti pacifisti peloritani potranno così partecipare, come annunciato durante una conferenza stampa tenuta ieri mattina nella Sala Ovale di Palazzo Zanca, alle altre iniziative a Niscemi: il “Campeggio resistente” (da oggi fino al 12 agosto) nella riserva naturale “La Sughereta”, all’interno della quale sorge la controversa installazione militare statunitense, e la manifestazione nazionale NoMuos di sabato 9 agosto.

“I dispositivi giudiziari devono indicare necessariamente le condotte attribuite ai singoli indagati. Nulla di tutto ciò è contenuto in questo provvedimento -ha spiegato ieri il legale in conferenza stampa. Ancora più grave il fatto che negli atti giudiziari compaiano i nomi di  associazioni e  movimenti ambientalisti e antimafia, quasi  a bollare con uno stigma, a criminalizzare la forma associativa in quanto tale”.

Nelle carte del Tribunale si trovano infatti riferimenti ai principali movimenti contro le grandi opere  accanto a quelle di centri sociali e persino l’associazione antimafia milazzese “Rita Atria”.  Nadia Furnari, che della “Rita Atria” è portavoce, era anche lei presente alla conferenza stampa. “Ho ricevuto un avviso di garanzia ma sfido chiunque a trovare nei vent’anni della nostra attività un solo atto anche lontanamente violento. Noi lottiamo contro il MUos perché  è il  frutto di una politica mafiosa. Tutte le associazioni presenti il 9 agosto scorso a Niscemi dovrebbero fare un passo avanti e dire: noi c’eravamo” .

Un invito alla solidarietà che non è caduto nel vuoto. Per sostenere le ragioni degli indagati è stato presentato un appello che in poco più di quarantotto ore ha raccolto oltre quattrocento firme. Tra gli aderenti, i sindaci di Messina Renato Accorinti e Palagonia Valerio Marletta con gran parte delle loro giunte. E poi i gruppi consiliari di Cambiamo  Messina dal Basso a Palazzo Zanca e nei Quartieri, l’eurodeputata della lista Tsipras Eleonora Forenza, il professor Massimo Zucchetti, fisico torinese che ha analizzato i rischi sanitari del Muos, oltre a decine di amministratori locali di tutta Italia e di semplici cittadini.