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Humandroid

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chappieHumandroid 

Paese: Messico, U.S.A.

Genere: Fantascienza

Durata: 120 minuti

Regia: Neil Blomkamp

Dopo Dopo District 9 ed Elysium arriva, trepidamente atteso da tutti i fans, Humandroid. La nuova pellicola del regista che più di tutti negli ultimi anni ha saputo rinnovare la fantascienza.

Nel 2016 la gestione della criminalità è ormai al di là delle forze e delle possibilità dei tutori dell’ordine e le bande di strada imperversano ovunque si rende necessario un cambiamento. Una ditta di produzione di robot lancia nelle strade, a supporto delle forze dell’ordine un nuovo modello di automi. Sulla breve distanza il loro compito si limita al fiancheggiamento della polizia, ma con il preciso scopo di sostituirla definitivamente con l’andare del tempo.

Il giovane genio che ha dato vita a questa nuova linea di automi si chiama Deon. Ha accettato il compito di creare questa rivoluzionaria serie di automi per avere la possibilità di sviluppare il progetto che sta inseguendo da una vita: creare dei robot con una coscienza.

Il progetto ha successo, ma la Sorte ci mette lo zampino, perché Chappie, questo il nome del robot, è scambiato per un vero essere umano e rapito da una gang criminale…

Si poteva fare di più. Non è proprio un passo falso, ma si può come minimo parlare di stanchezza. Stanchezza di Blomkamp, s’intende. La brutalità e la paura umane contro tutto ciò che è diverso la fanno da padrone, così come nel bellissimo District 9 che, parzialmente, in Elysium.

Si può dire che sia il messaggio principale della cinematografia del talentuoso regista sudafricano, ma questa volta ci si ingolfa tra ingenuità e buonismo. Si direbbe quasi un’opera mirata a un pubblico giovanissimo, se non permanesse qualche guizzo. Niente di importante, ma quanto basta per far riconoscere la zampata di Blomkamp. Zampata che però non è per nulla sfruttata ed è anzi lasciata a morire di stenti. Consigliato ad un pubblico (molto) giovane.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.

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