Diritti civili, Fava si impegna con l’Arcigay

Un momento del confronto tra l'Arcigay e Claudio Fava

Fitta agenda per il circolo Makwan Arcigay, guidato da Rosario Duca. La settimana scorsa i rappresentanti LGBT messinesi hanno incontrato il candidato alla presidenza della Regione Rosario Crocetta. Questa settimana è stata la volta di Claudio Fava, esponente di Sinistra, Ecologia e Libertà (suo diretto antagonista all’interno del centro-sinistra) incontrato nell’aula consiliare di Palazzo dei Leoni, mentre il prossimo confronto sarà Giancarlo Cancellieri, sostenuto dal Movimento 5 stelle.

Obiettivo degli incontri promossi dal circolo Arcigay è interrogare i candidati su questioni che toccano i diritti civili dei cittadini e che sembrano essere in continua attesa e irrisolte.  “Il Parlamento è bloccato sui diritti civili- attacca Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay. Il governo non è stato votato dai cittadini e si trova in una posizione di distanza dalle tematiche sociali. C’è un vero e proprio vuoto normativo, ma basterebbero piccoli segnali per cambiare. Il registro delle Unioni civili, ad esempio, impegna il Comune in una determinata direzione”.

 “Siamo molto soddisfatti delle risposte di Fava- dichiara Rosario Duca. È chiaro che come associazione non ci schieriamo a favore di alcun candidato, ma personalmente sono molto convinto dall’impegno promesso da SEL”. Ad aver offuscato la figura di Crocetta, il recente sodalizio di PD e UDC, considerato un vero e proprio dietro-front del partito democratico agli occhi degli elettori omosessuali.

Le parole di Claudio Fava, al contrario, non lasciano spazio ad equivoci. “L’equazione tra diritti umani e diritti materiali è necessaria -dichiara. Il diritto non è solo un simbolo, è ciò che realmente caratterizza la vita materiale. Fa scandalo che un gay sia portatore di diritti o che una coppia di fatto possa accedere ad una graduatoria per la casa. Il presidente regionale è un’istituzione che non ha competenza normativa riguardo a certe questioni, ma questo non può costituire un alibi. Accendere il dibattito e portare la questione a livello nazionale è il compito primario di chi è alla guida della Regione”.

Il tema delle unioni civili è uno dei tanti argomenti toccati dal candidato, fra cui l’importanza di chiarire le incertezze normative che riguardano i matrimoni fra persone dello stesso sesso, la legge 90 sull’interruzione di gravidanza e l’accanimento terapeutico.

“Le elezioni regionali siciliane non sono elezioni qualunque perché precedono le politiche e quindi sono un fondamentale test per capire che vento soffia -ha poi aggiunto. La politica deve dimostrare la propria credibilità anche affrontando il problema dell’omofobia e delle unioni fra coppie omosessuali. Per la Regione Sicilia si tratta di un cambiamento prima di tutto etico”.

Il volontari del circolo Makwan certamente non staranno in disparte. “Purtroppo non siamo riusciti ad avere un nostro candidato all’interno delle liste di Sinistra, Ecologia e Libertà per le elezioni regionali, ma stiamo valutando la possibilità di averne uno nostro per le amministrative -afferma Duca. Per il momento non c’è niente di certo, ma di sicuro siamo fermamente impegnati nella battaglia per l’affermazione dei diritti civili e la politica è la strada principale per cambiare lo stato delle cose”.

Fuori dal coro l’intervento della portavoce dei Verdi Raffaella Spadaro, che ha dichiarato che a Messina il suo partito non voterà SEL. A determinare questa presa di posizione la decisione di Italia dei Valori di accogliere nelle proprie file il deputato Carmelo Lo Monte, transfuga dall’MPA di Raffaele Lombardo, presidente uscente della regione Sicilia attualmente inquisito.

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