Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

#Cultura. Pier Paolo Pasolini, che mostrava una realtà nascosta a cui era difficile credere

Letto 407 volte

Pasolini siciliansLa figura di Pier Paolo Pasolini è stata negli ultimi trent’anni al centro di numerosi dibattiti, analizzata con dovuta riverenza, sviscerata in ogni sua componente, da quella poetica-artistica alla sociale. Ai suoi tempi osteggiata e malvista, essa è oggi assurta ad emblema della grande cultura italiana, quella impegnata e rivoluzionaria. Nei giorni scorsi al DAMS di Roma Tre ne hanno parlato il professor Enrico Menduni, saggista e giornalista autore del documentario “Profezia. L’africa di Pasolini”, e David Grieco, autore del film “La Macchinazione”, incentrato sull’ultimo anno di vita del poeta e interpretato da Massimo Ranieri.

 Alla prima domanda “Chi era per voi Pasolini?” i due non tardano a ricordare l’artista come un uomo ai margini di tutto, da ogni impostazione ideologica, pronto a difendere e a palesare la verità. “Ha saputo raccontare le contraddittorietà di una società -afferma Menduni- e per questo il suo pensiero così profetico fu considerato ai tempi elitario ed eretico”.

Grieco, che con Pasolini ebbe la fortuna di intrattenere un rapporto lavorativo e di amicizia, afferma come egli avesse il pregio di mostrargli una realtà nascosta a cui era difficile credere. “Come molti miei coetanei io stesso facevo fatica a capire del tutto le sue idee -afferma. Per me è stato comunque un maestro di vita, mi incitava sempre a pensare con la mia testa senza abbandonarmi ai luoghi comuni”.

I due continuano raccontando la tragica giornata del 2 novembre 1975, quando il corpo esamine di Pasolini, martoriato in maniera brutale, fu  trovato all’idroscalo di Ostia. “Fu una vera mattanza” dice Grieco, che quel giorno accorse di persona sul luogo del delitto. Stessa sensazione gli fu provocata dai processi irrazionali che videro poi accusare con false prove l’allora diciassettenne Pino Pelosi.

“È abbastanza evidente che si tratta di un omicidio politico” afferma perentorio Grieco, che ci ricorda un Pasolini scomodo ai vertici, scrittore di Petrolio, romanzo che voleva far luce sugli intrighi di potere italiani e di potenti articoli come “Cos’è questo golpe? Io so”, in cui affermava di conoscere i responsabili dei maggiori attentati terroristici di quel periodo.

Le verità furono messe a tacere, Oriana Fallaci fu condannata per un intervento in merito all’argomento e i sistemi di comunicazione appoggiarono le labili argomentazioni della Corte d’Appello. Menduni ci ricorda come l’avvenimento fu vissuto da molti con ostentata indifferenza. Pasolini era visto come un fastidioso critico, uno scandalizzatore, sia attraverso le sue opere che attraverso la vita privata con il suo essere omosessuale. E in molti ancora pensano che l’omicidio sia avvenuto per motivi omofobi.

In merito a una sperata riapertura di un processo che faccia maggior luce sui fatti, Menduni sentenzia con rammarico: “La bicicletta o la trovi subito o la perdi (citando “Ladri di biciclette”), il segreto della sua morta si trova ormai con lui nella tomba”.

Il lascito artistico e umano di Pasolini rimane comunque come eredità a noi posteri, fortunati ad aver avuto un intellettuale così vitale nella sua incessante ricerca della verità, della purezza, dell’umanità incontaminata da falsi idoli artificiali, dalle tirannidi nascoste sotto stoffe edulcorate.

“Era una persona molto semplice, affettuosa, altruista, aveva sempre con se una mazzetta di soldi e ne regalava a chiunque” afferma Grieco con devozione. Infine, davanti ad un pubblico soprattutto di studenti, all’ultima domanda: “Nel pieno della desolazione culturale di oggi, chi dovrebbero essere i nuovi Pasolini, i nuovi intellettuali?”, i due intervistati rispondono repentinamente quasi in sincrono: “Devono essere i giovani, dovete essere voi!”.

Alessio Morello

Nato in Sicilia, adesso studente di cinema al DAMS di Roma. Divide le sue giornate fra introversione ed estroversione, vecchi film perduti, nuovi film sperduti, musica e lettura, il tutto rigorosamente mentre strimpella note discordanti alla chitarra. Si crede un esistenzialista con svariati dubbi universali in testa, che talvolta finisce per annegare nella baldoria di qualche pinta di troppo. Un pessimista pessimo. Vorrebbe differenziarsi e sfuggire dalla massa, ma forse è la massa che fugge da lui. Ponderato e istintivo al contempo, quando chiude gli occhi sogna fotogrammi in bianco e nero con un sottofondo rock 'n' roll.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.