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Cronaca. Barcellona PG, due medici del Cutroni Zodda assolti dall’accusa di omicidio colposo

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MESSINA. Tutti assolti dall’accusa di omicidio colposo. Questo l’esito del processo riguardante la morte di Gino Triolo, avvenuta il 30 dicembre 2008 all’ospedale “Cutroni-Zodda” di Barcellona. Il giudice della Corte d’Appello di Messina hanno riformato la sentenza di primo grado, che aveva visto la condanna dei medici Carmelo Rizzo ad un anno di reclusione e Maria Antonietta Giuffrida a quattro mesi. Rizzo, che era in servizio al pronto soccorso e Giuffrida, cardiologo, che avevano beneficiato della pena sospesa, erano stati inoltre condannati con l’ASP di Messina al risarcimento danni e al pagamento di una provvisionale di 25.000 euro per ognuna delle parti civili costituite in giudizio.

Oggi, invece, i giudici, in riforma della sentenza di primo grado, hanno assolto i due medici per non aver commesso il fatto. In primo grado erano stati assolti con la motivazione che il fatto non sussiste Giuseppe Crinò e perché il fatto non costituisce reato Sebastiano Imbesi, Antonio Bonvegna e Francesco Calabrò, tutti medici in servizio al reparto di medicina dell’ospedale barcellonese. Le indagini furono curate dal sostituto procuratore della repubblica di Barcellona Francesco Massara, che per tutti aveva richiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo. Secondo l’accusa non si sarebbero adoperati con accertamenti e con un successivo trasferimento del paziente in un altro ospedale più attrezzato, in modo da eseguire un intervento chirurgico ed evitare la morte.

In appello i legali Filippo Barbera, Antonino La Rosa, Guglielmo D’Anna, a seguito di una dettagliata relazione tecnica redatta dal dottore Francesco Patanè in servizio presso l’unità ospedaliera del Papardo,  hanno dimostrato in aula come la malattia che aveva colpito Gino Triolo (dissecazione aortica, ndr) fosse difficilmente riscontrabile e che anche se fosse stata diagnosticata la percentuale di sopravvivenza dell’uomo sarebbe stata bassa. Valutando tutto il materiale prodotto dai legali, il giudice ha disposto la piena assoluzione per i due imputati. La famiglia Triolo era assistita dall’avvocato di parte civile Massimo Alosi. Tra primo e secondo grado il collegio di difesa è stato composto dagli avvocato Pinuccio Calabrò  e Nino Presti.

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.