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BluFerries via dal porto storico, l’Orsa conferma lo sciopero

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BluFerries tenta la mediazione, ma il sindacato Orsa rilancia lo sciopero del settore Ferrovie a Messina, indotto compreso.

Fumata nera per l’incontro di oggi con i sindacati. La controllata del Gruppo FS ha rilanciato per tentare di evitare la protesta programmata dall’Orsa per martedì 30 settembre e ha proposto di passare da due a tre le navi impegnate nel porto di Tremestieri, nella zona sud di Messina.

“La rotta è considerata più vantaggiosa -spiegano il segretario generale di Orsa Sicilia Mariano Massaro e il delegato regionale di Orsa Trasporti Michele Barresi. Da lunedì la società aumenterà le corse verso l’approdo a sud fino a effettuarne 25 al giorno, con il chiaro intento di fare business sul gommato pesante”.

A spingere BluFerries a spostare le navi destinate al gommato pesante e leggero a Tremestieri, l’ordinanza del sindaco Accorinti che limita il passaggio in città dei TIR in alcune fasce orarie. Ma questa scelta penalizzerà pesantemente i pendolari, che dopo le 20 di sera e nella fine settimana non potranno più raggiungere Messina da Villa San Giovanni e viceversa.

Dal 29 settembre le corse su Tremestieri saranno quindi ben 72 nell’arco di 24 ore: 35 Caronte&Tourist, 25 BluFerries e 12 Meridiano Lines. “Di fatto -commentano Massaro e Barresi- BluFerries risponde alla politica e confermando la propria vocazione commerciale lascia il porto storico e si sposta su Tremestieri, con buona pace dei pendolari e lasciando il monopolio del trasporto auto ad un solo privato (il Franza, ndr).

Sicuramente, l’operazione proposta da BluFerries mette una possibile soluzione al problema dei 30 esuberi del personale marittimo e conferma l’attuale forza lavoro, ma l‘indotto resta fuori e da lunedì oltre 12 lavoratori verranno a mancare. Sono già partite le lettere di licenziamento e nessuna risposta è stata data dalla società in merito al problema dei salari”.

Il sindacato Orsa giudica insufficienti le risposte fornite da BluFerries sui turni di lavoro. Da qui la decisione di andare avanti con lo sciopero proclamato per martedì 30 settembre, che “ha una valenza più ampia e chiama in causa tutti i responsabili politici di un disastro ampiamente annunciato che si sta concretizzando nei trasporti sullo Stretto nel menefreghismo e nell’approssimazione più generalizzata”.

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