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Bimbi morti prematuramente, Ciao Lapo Onlus: “Li considerano scarti ospedalieri, non si sa che fine facciano”

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MESSINA. Oltre allo strazio di una vita durata troppo poco anche lo strazio dell’abbandono e dell’incuria.  A mettere nero su bianco una delle tante vergogne della città, quella del trattamento riservato ai bimbi nati morti, è Carmen Giordano. “Mi chiamo Carmen Giordano -scrive in una nota- e sono prima si tutto una mamma, secondariamente il presidente per la città di Messina di due organizzazioni socio-assistenziali, Ciao Lapo Onlus, con sede a Prato, che opera a livello mondiale e Battiti Essenziali Onlus con sede a Potenza. Si occupano di tutela della gravidanza dal preconcepimento in poi, tutela della salute e del benessere della donna, della coppia e della famiglia, sostegno al lutto e alla sua elaborazione. Conoscenza, rispetto e consapevolezza. Questo è ciò in cui crediamo. Siamo un gruppo di genitori, operatori e professionisti dell’area materno-infantile accomunati dall’esperienza (personale o professionale) del lutto perinatale. Il 15 ottobre in tutto il mondo si è celebrato il Babyloss awarenes, la Giornata di commemorazione di tutti i bambini morti durante la gravidanza o subito dopo il parto. Sono state 60 le città italiane ad aver partecipato (un’onda di luce è partita dalle 19 in Australia fino ad arrivare in Italia) ogni città ha illuminato i monumenti più importanti con i colori del babyloss (azzurro, rosa e bianco), allestito postazioni nelle quali si fornivano informazioni e sono stati anche organizzati accompagnamenti musicali. Abbiamo inoltrato richiesta a numerose mail in merito a quest’iniziativa mondiale, affinché giungesse nelle mani del sindaco, ma nulla si è mosso. Noi, pochi ma buoni, siamo scesi a piazza Cairoli per creare la nostra onda di luce per salutare i piccoli bambini nell’indifferenza totale.
Per il giorno della commemorazione dei defunti avevamo pensato di rendere omaggio a tutti i bambini nati morti andando al Gran Camposanto a deporre dei fiori e a seguire una breve celebrazione di benedizione. Scarico il regolamento comunale della Polizia Mortuaria Cimiteriale di Messina e all’articolo 21 vedo che tra i vari giardini dedicati ad uomini illustri c’è anche quello dedicato ai bambini nati morti o mai nati. Chiamo il Dipartimento di Assistenza Cimiteriale e chiedo se ci fosse a disposizione un sacerdote fisso, spiegando quello che vorrei fare. Mi viene risposto che anni fa c’era un prete, ma adesso “ognuno fa come vuole”, quindi avrei potuto portare tranquillamente un sacerdote a dare la benedizione senza alcun problema.

Mi mobilito e chiamo il parroco della mia chiesa, padre Alessandro Marzullo, che senza esitare asseconda l’idea. Mi chiede soltanto di spostare a giorno 2 la funzione perché lui si sarebbe trovato già sul posto per una celebrazione privata in una cappella all’interno dello stesso cimitero. Ok, non importa il giorno, quello che conta è almeno una volta l’anno dare una benedizione e ricordare tutti questi bambini che non hanno visto la luce, che non hanno avuto la possibilità di ricevere il battesimo e neanche un piccolo funerale,  che non hanno mai conosciuto i propri genitori e ancor peggio molti genitori non sono a conoscenza di dove possano essere finiti i loro bambini considerati scarti ospedalieri.

Al monumentale esiste “il Giardino dei piccoli fiori” uno spazio (come forse tanti altri) dedicato esclusivamente a dei bambini, dove un genitore può andare a rendere omaggio, piangere, posare un fiore per il proprio figlio nato prima delle canoniche 28 settimane (quando per legge un bambino è riconosciuto tale, esistente anagraficamente).

Detto questo, il 2 novembre andiamo alla fossa comune con padre Alessandro a benedire tutti i morti con un pensiero speciale per questi bambini, per questi “rifiuti speciali ospedalieri” (così  vengono chiamati e buttati dopo in uno scatolone dopo l’esame istologico) che nelle altre città vengono seppelliti in un campo apposito e registrati con nome e cognome della madre dal momento che la legge non li riconosce bambini...

A Messina non si sa che fine facciano e a non saperlo per primi sono i genitori che non vengono informati dagli ospedali, ma lasciati a vagare nel nulla. Tale disinformazione fa sì che all’interno dei cimiteri si faccia quel che si vuole, per creare posti nuovi. Ecco, i soldi, quelli passano su tutto, anche su corpi di bambini innocenti.
Dunque se non si ha la possibilità economica e, aggiungo, anche qualche raccomandazione per poter seppellire il corpicino di tuo figlio, ad esempio in una tomba di famiglia, puoi solo pregare, buttare un fiore in mare o recarti in chiesa. Eppure siamo state mamme tutte allo stesso modo.
Mi piacerebbe approfondire questa situazione, far arrivare al sindaco la voce di noi mamme, capire se esiste qualcosa da poter fare o non rimane più nulla che la rassegnazione e il dimenticatoio.
L’iniziativa mira semplicemente alla sensibilizzazione dell’argomento lutto perinatale in modo da renderci disponibili per tutte le mamme che hanno o stanno attraversando questo immenso dolore. Noi ci siamo e ogni giorno ci impegniamo per aiutarle alle famiglie nell’elaborazione del lutto e nell’informazione e conoscenza dei diritti. Grazie Carmen Giordano”. (Foto Alessio Villari)

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