Ricordando Adolfo Parmaliana: la sua ultima lettera

Adolfo Parmaliana
Adolfo Parmaliana

MESSINA. C’è solo un modo per ricordare Adolfo Parmaliana, che il 2 ottobre del 2008 si uccise perché consapevole del vuoto che gli era stato creato intorno a causa delle sue coraggiose denunce che non facevano sconti a nessuno, neanche ai propri compagni di partito, l’allora DS, che ne fecero carne da macello: pubblicare ancora una volta la sua ultima lettera. Perché a distanza di tanti anni le sue parole continuano ad essere un monito contro chi vorrebbe cancellare le sue battaglie per la legalità e l’affermazione della giustizia. Senza riuscirci, come dimostra la conferma in secondo grado della condanna per diffamazione aggravata inflitta dal Tribunale di Reggio Calabria all’ex Procuratore Generale di Messina Franco Cassata, che creò un falso dossier dopo la morte di Parmaliana.

La mia ultima lettera

La Magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna, vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. 

Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito, di servitore dello Stato e docente universitario. 

Non posso consentire a questi soggetti di farsi gioco di me e di sporcare la mia immagine, non posso consentire che il mio nome appaia sul giornale alla stessa stregua di quello di un delinquente. 

Hanno deciso di schiacciarmi, di annientarmi. 

Non glielo consentirò, rivendico con forza la mia storia, il mio coraggio e la mia indipendenza.

Sono un uomo libero che in maniera determinata si sottrae ad un massacro ed agli agguati che il sistema sopra indicato vorrebbe tendergli. 

Chiedete all’Avv.to Mariella Cicero la ragioni del mio gesto, il dramma che ho vissuto nelle ultime settimane, chiedetelo al Sen. Beppe Lumia, chiedetelo al Maggiore Cristaldi, chiedetelo all’Avv.to Fabio Repici, chiedetelo a mio fratello Biagio. Loro hanno tutti gli elementi e tutti i documenti necessari per potervi fare conoscere questa storia: la genesi, le cause, gli accadimenti e le ritorsioni che sto subendo. 

Mi hanno tolto la serenità, la pace, la tranquillità, la forza fisica e mentale.

Mi hanno tolto la gioia di vivere. Non riesco a pensare ad altro. Chiedo perdono a tutti per un gesto che non avrei pensato mai di dover compiere. 

Ai miei amati figli Gilda e Basilio, Gilduzza e Basy, luce ed orgoglio della mia vita, raccomando di essere uniti, forti, di non lasciarsi travolgere dai fatti negativi, di non sconfortarsi, di studiare di qualificarsi, di non arrendersi mai, di no essere troppo idealisti, di perdonarmi e di capire il mio stato d’animo: Vi guiderò con il pensiero, con tanto amore, pregherò per voi, gioirò e soffrirò con voi. 

Alla mia amatissima compagna di vita, alla mia Cettina, donna forte, coraggiosa, dolce, bella e comprensiva: Ti chiedo di fare uno sforzo in più, di non piangere, di essere ancora più forte e di guidare i Ns figli ancora con più amore, di essere più brava e più tenace di quanto no lo sia stato io. 

Ai miei fratelli, Biagio ed Emilio, chiedo di volersi sempre bene, di non dimenticarsi di me: vi ho voluto sempre bene, Vi chiedo di assistere con cura ed amore i Ns genitori che ne hanno tanto bisogno. 

Alla mia bella mamma ed al mio straordinario papà: Vi voglio tanto bene, Vi mando un abbraccio forte, Vi porto sempre nel mio cuore, siete una forza della natura, mi avete dato tanto di più di quanto meritavo. 

A tutti i miei parenti, ai miei cognati, ai miei zii, ai miei cugini, ai miei nipoti, a mia suocera: vi chiedo di stare vicini a Gilda, a Basilio ed a Cettina. Vi chiedo di sorreggerli. 

Ai miei amici sarò sempre grato per la loro vicinanza, per il loro affetto, per aver trascorso tante ore felici e spensierate. 

Alla mia università, ai miei studenti, ai miei collaboratori ed alle mie collaboratrici saro sempre grato per la cura e la pazienza manifestatami ogni giorno. Grazie. Quella era la mia vita. Ho trascorso 30 anni bellissimi dentro l’Università, innamorato ed entusiasta della mia attività di docente universitario e di ricercatore. I progetti di ricerca, la ricerca del nuovo erano la mia vita. Quanti giovani studenti ho condotto alla laurea. Quanti bei ricordi. 

Ora un clan mi ha voluto togliere le cose più belle: la felicità, la gioia di vivere, la mia famiglia, la voglia di fare, la forza per guardare avanti. 

Mi sento un uomo finito, distrutto.

Vi prego di ricordarmi con un sorriso, con una preghiera, con un gesto di affetto, con un fiore. Se a qualcuno ho fatto del male chiedo umilmente di volermi perdonare. 

Ho avuto tanto dalla vita. Poi, a 50 anni ho perso la serenità per scelta di una Magistratura che ha deciso di gambizzarmi moralmente. 

Questo sistema l’ho combattuto in tutte le sedi istituzionali. Ora sono esausto, non ho più energie per farlo e me ne vado in silenzio. Alcuni dovranno avere qualche rimorso di aver ingannato un uomo che ha creduto ciecamente, sbagliando, nelle istituzioni.  Un abbraccio forte, forte da un uomo che sino ad alcuni mesi addietro sorrideva alla vita.

Adolfo Parmaliana

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

Un pensiero riguardo “Ricordando Adolfo Parmaliana: la sua ultima lettera

  • 2 Ottobre 2015 in 15:39
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    Bastavano 10 persone come lui per mettere il comune d terme vigliatore a posto,e anche linterland ,per quanto lo conosciuto ,una persona ,anzi una grande persona onesta ,intelligente e brava.non c’è bisogno di dire altro ,la a popolazione sa che cosa a perso,ciao ADOLFO R.I.P.

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