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Barcellona PG, carcere al collasso: ennesima aggressione agli agenti penitenziari

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MESSINA. Ennesima aggressione al personale della Polizia Penitenziaria del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono stati attimi di tensione, panico e tanta paura e solo per pura fortuna si è scongiurato il peggio. Stamane intorno alle 11 un detenuto di nazionalità straniera con precedenti per omicidio all’improvviso si è scagliato contro chiunque aveva di fronte, utilizzando una spranga di ferro ricavata dopo aver distrutto una porta. Il tutto all’interno del tristemente famoso Reparto n° 8, teatro di altri episodi del genere. Il personale è stato costretto a fronteggiare un atto di vera guerriglia dove il detenuto, minacciando e aggredendo chiunque cercasse di fermarlo. Ha anche distrutto buona parte degli arredi, porte, telecamere e quant’altro si presentasse nel suo raggio d’azione.

Scene davvero agghiaccianti, che l’esiguo personale presente ha dovuto fronteggiare, coadiuvato dall’ispettore di sorveglianza e successivamente anche dal comandante, giunto sul posto per la gravità dei fatti. Vista la gravità dell’episodio, nei confronti del detenuto è stato disposto un Trattamento Sanitario Obbligatorio che sarà effettuato all’interno della stessa struttura per evitare di condurlo all’esterno del carcere e mettere a repentaglio anche la sicurezza pubblica.

Due poliziotti sono rimasti feriti e sono stati costretti a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell’ospedale Cutroni Zodda, dove il personale ha riscontrato una prognosi di 6 e 5 giorni. Subito dopo il primo episodio se  ne è verificato un secondo, quando un altro detenuto, dopo essersi recato in infermeria, ha minacciato con un oggetto contundente il personale del penitenziario. In tutto, sono 5 gli agenti che hanno avuto subito delle lesioni o contusioni.

Il SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), il primo e più rappresentativo dei baschi azzurri, nell’esprimere piena vicinanza e solidarietà agli agenti coinvolti, ribadisce di non voler più tollerare quanto ormai quasi sistematicamente si verifica ai danni del personale all’interno del reparto in questione, che già in passato è stato oggetto di interventi da parte di questa organizzazione sindacale. “Con l’avvenuto superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari -dichiara Giuseppe Conte, vicesegretario regionale del SAPPE), bisogna evidenziare che la classe politica che ha preteso questo radicale mutamento non ha tenuto in considerazione molteplici conseguenze, sia di carattere organizzativo e strutturale e, soprattutto, non ha messo in campo le azioni necessarie volte a colmare le lacune che a priori erano già state evidenziate.

In questo contesto, nasce la gestione alquanto critica della particolare sezione dell’ATSM (Articolazione Tutela Salute Mentale). Tale sezione, come ben noto, nasce appunto dal superamento degli OPG e al di là degli internati che sono stati collocati nelle varie REMS (Residenza Misure di Sicurezza), occorreva dare ai detenuti cui la malattia psichiatrica è sopravvenuta durante la carcerazione una corretta e dignitosa allocazione e gestione che, di fatto,
non è mai avvenuta. Anzi, la sezione ATSM è stata istituita senza una vera o corretta organizzazione sanitaria a causa della mancanza di un protocollo tra Amministrazione Penitenziaria, ASP e Assessorato alla Salute della Regione Sicilia (come già avvenuto in altre Regioni). Tra l’altro, applicando quanto previsto per tale tipologia di detenuti, gli stessi dovrebbero essere presi in carico da parte del D.S.M., essenziale per un percorso terapeutico durante e dopo la  detenzione. A ciò si aggiunge che i posti all’interno delle REMS  in Sicilia ne esistono solo due, a Caltagirone e a Naso, per un totale di 40 posti letto) sono quindi limitati e gli internati continuano ad essere assegnati senza avere titolo detentivo all’interno di queste sezioni.

Si tratta di soggetti affetti da diverse patologie psichiatriche la cui gestione, a causa delle poche figure sanitarie assegnate, è quasi totalmente affidata all’esiguo personale di Polizia Penitenziaria, che deve quindi gestire una particolare tipologia di detenuti, tutti sottoposti a sorveglianza di tipo sanitario, molti dei quali con controlli ogni 10 minuti. In sostanza, l’ASP non è in grado di fronteggiare da sola l’emergenza e i bisogni di queste persone, che hanno bisogno di assistenza continua e di una terapia adeguata. Conseguenza di tutto questo clima appena descritto sono gli innumerevoli e quasi sistematici eventi critici che spesso si tramutano anche in continue e violente aggressioni nei confronti del personale, come quella perpetrata oggi.

Il SAPPE chiede ancora una volta interventi concreti, anche da parte della politica, per porre fine ai gravi problemi che gravano sugli agenti presenti nel Reparto 8 del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. Qualora gli organi interessati non attueranno quanto necessario e di propria competenza – conclude Conte – l’unica soluzione plausibile è quella della chiusura di tale reparto”.

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