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#Barcellona. Incendio Ararat, Benvegna: “Non vogliamo mollare”

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incendio_azienda_agricola_barcellona_3_10_2016_sicilians11L’incendio che nei giorni scorsi ha devastato la loro azienda, la Ararat, non li ha comunque fatti desistere dal progetto, nel quale hanno investito gli ultimi 7 anni della loro vita. Di seguito pubblichiamo la lettera aperta dei soci della Ararat. “Con questa lettera intendiamo ringraziare tutti quegli amici e conoscenti, anche del mondo dei social network, associazioni e movimenti, giornalisti e rappresentati delle forze dell’ordine e delle istituzioni, che ci hanno onorato e confortato con la loro attenzione e solidarietà in occasione dell’incendio occorso nella nostra azienda di Cannistrà per mano di persone nei confronti delle quali esprimiamo compassione, nella consapevolezza della grande sofferenza che hanno sin qui vissuto e che li ha portati a compiere un gesto che certamente li farà soffrire ancora e molto di più.

Noi siamo tranquilli e, con lo stesso lume e coraggio con i quali siamo arrivati sin qui, vorremmo continuare. Sette anni fa abbiamo messo piede a Cannistrà, ci siamo innamorati di un pezzo di terra e l’abbiamo acquistata per realizzare un sogno: un’azienda agricola biologica, una fattoria didattica, un allevamento di cavalli e di animali da compagnia, un ristorante nel quale cucinare e servire ciò che noi produciamo e tanto altro, con il desiderio di stupirci e stupirvi. Un’opportunità da offrire ai figli e alla comunità della quale vorremmo possano continuare a far parte. In questi 7 anni siamo stati soli: vessati da atti vandalici, tentativi di incendio, furti. Non abbiamo ricevuto, quasi mai, neppure l’ascolto – al quale come contribuenti avremmo avuto diritto – dalle tre amministrazioni comunali che si sono succedute medio tempore al governo, o forse sarebbe il caso di dire al capezzale, di questa città morente, e che ci hanno così costretto a svariate e continue iniziative giudiziarie, ancora oggi tutte pendenti davanti al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto.

Questa nostra solitudine, aggravata dalle lungaggini della giustizia che impediscono al cittadino di affermare le proprie ragioni e il primato della legge, non ci ha fatto desistere dal continuare a investire, poiché non intendiamo rinunciare all’esercizio dei nostri fondamentali diritti umani e imprenditoriali, ma ha reso sempre più spregiudicati alcuni, che, forse, meditano di farci vendere e andare via. Li ha fatti sentire così forti da cercare di superare le loro immotivate paure e sfogare la rabbia che li logora, dandoci fuoco, un atto al quale rispondiamo facendo… tanti auguri a tutti!

A questi ultimi auguriamo di riuscire a spegnere il fuoco della rabbia e della paura che arde dentro di loro e di trovare serenità e pace. A noi auguriamo il coraggio e la follia che ci hanno sempre contraddistinto e idee sempre illuminate. A voi tutti, che ci avete dato la vostra solidarietà, auguriamo la responsabilità del vostro ruolo, la forza di renderla concreta accettando i vecchi inviti, caduti nel nulla, di venire a trovarci, a vedere con i vostri occhi, ad ascoltarci, a dirci cosa pensate dovremmo fare, se, volendo noi continuare, siete disposti a starci accanto, affermando, con atti concreti, gli interessi legittimi della comunità di cui fate parte o che rappresentate e i diritti fondamentali dell’uomo alla sua realizzazione, alla sua libera iniziativa imprenditoriale e di valorizzazione del proprio patrimonio nel rispetto e nell’interesse della collettività. In caso contrario, vi chiediamo di essere compassionevoli e dirci, senza mezzi termini, di vendere ed emigrare. Grazie e auguri a tutti da Nino, Giovanna ed Eugenio Benvegna”.

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