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Antonio Ingroia alla conquista della provincia di Messina

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Azione Civile a Santo Stefano di Camastra

Continua a girare la Sicilia in lungo e in largo Antonio Ingroia, ex magistrato e fondatore del movimento politico Azione Civile. Due eventi lo hanno visto protagonista nel fine settimana a Villa Piccolo a Capo D’Orlando e a Villa Trabia a Santo Stefano di Camastra.

“Pier Paolo Pasolini diceva Io so. Ma non ne ho le prove. Invece io so e ne ho le prove -ha dichiarato l’ex pm alle presentazioni del libro intervista “Io so” scritto con i giornalisti Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza moderate da Francesca Duca di Messina.Sicilians.it.

“Ha grande importanza il tema della verità sulla stagione delle stragi che ha lasciato un segno profondo nell’anima e nello spirito dei siciliani e degli italiani – ha detto l’ex pm. Non è una storia passata, è una storia che gli italiani non vogliono dimenticare”.

Le due serate sono state occasione per affrontare diversi argomenti, dalla politica alla cultura, grazie agli interventi degli organizzatori e degli ospiti, tra cui Gianluca Manca che ha parlato dell’archiviazione di cinque posizioni e del rinvio a giudizio di uno solo dei sei indagati per la morte di Attilio Manca, l’urologo barcellonese ucciso dalla mafia dopo aver operato Bernardo Provenzano, ancora latitante, a Marsiglia nell’ottobre del 2003.

“Penso che sia una sentenza sbagliata – ha commentato Ingroia. In alcuni casi non si può dire che si tratti di collusione con la mafia, ma semplice sciatteria di qualche Procura, come dimostra la gestione delle indagini nella vicenda Manca. Bastava aprire una rogatoria internazionale e capire perché Manca si trovasse a Marsiglia”.

La sentenza sul caso Manca è una delle tante che l’ex pm ha commentato, passando in rassegna venti anni di berlusconismo, il suo lavoro da magistrato, la scelta di lasciare la toga e impegnarsi in politica.

E parlando di Azione Civile: “L’obiettivo non è elettorale. L’esperienza di Rivoluzione Civile non è stata di certo esaltante e questo dimostra che qualsiasi progetto calato dall’alto non può funzionare. C’è sempre maggiore richiesta di partecipazione ed Azione Civile vuole innanzitutto aggregare”.

Carmelo Romeo, presidente della Fondazione Piccolo di Calanovella, ha segnalato l’esperienza di Messina, dove il nuovo sindaco Renato Accorinti è proprio proveniente da un movimento di cittadini dal basso. “L’intreccio tra malaffare e politica ha allontanato i giovani dalla politica e i cittadini dalle istituzioni – ha dichiarato il presidente. I giovani hanno bisogno di verità, ecco perché dobbiamo diventare sentinelle della Costituzione”.

E proprio a difesa della Costituzione si muove Azione Civile, che in questi giorni è impegnata a raccogliere le firme contro la revisione dell’articolo 138. La petizione al momento ha quasi raggiunto la straordinaria cifra di 400 mila firme, ma c’è ancora tempo per raggiungere l’obiettivo delle 500 mila adesioni, come hanno ricordato i referenti di Azione Civile Sicilia Maria Guagliardito e Saverio Cipriano.

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