La misura cautelare fu determinata dalla rapidissima attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, condotta dai militari delle Compagnie di Messina Sud e Taormina e avviata in seguito al gravissimo episodio verificatosi lo scorso 23 luglio, quando il giovane  Gianluca Trimarchi, intento a trascorrere la serata insieme a un amico nei pressi della struttura balneare Mammamia Beach del Comune di Santa Teresa Riva, è stato aggredito con un pugno che lo faceva rovinare in terra causandogli delle gravissime lesioni tali da porlo in pericolo di vita.

Le indagini immediate hanno consentito di ricostruire la dinamica di quanto accaduto, accertando le responsabilità di F. S. quale autore dell’aggressione a Trimarchi e appurando contestualmente non solo che il colpo inferto alla vittima abbia raggiunto una zona vitale del corpo ma anche che, per la forza con cui è stato impresso, evidentemente portato da un soggetto in possesso di conoscenza e pratica delle arti marziali.

Inoltre l’aggressore, anziché fermarsi per prestare soccorso alla vittima, si allontanò subito così da fornire nell’immediatezza una versione di comodo in modo da allontanare da sé ogni sospetto.

Secondo i Carabinieri, “tenuto conto della zona vitale messa nel colpo, della evidente forza utilizzata per fare cadere il giovane per terra e fargli sbattere violentemente la testa sul manto stradale, delle conseguenze riportate e dei danni irreversibili provocati, la gravità del fatto, le modalità della condotta, l’allarmante condotta denota a carico di F. S. una pericolosità sociale fuori dal comune.

Lo stesso, senza alcuna plausibile spiegazione, ha colpito con estrema violenza uno sconosciuto, pur conoscendo, praticando le arti marziali, gli effetti dirompenti che la sua azione avrebbe potuto comportare sulla vittima. Altrettanto allarmante è stato il dato che lo stesso, anziché fermarsi e prestare soccorso alla vittima, si sia preoccupato di fornire nell’immediatezza una versione dei fatti di comodo per allontanare da sé ogni sospetto, riferendo di essere stato aggredito e nascondendo ai Carabinieri il gesto compiuto.